CLUB OROBICO AUTO E MOTO D'EPOCA

Agli inizi del 1994 un gruppo di amici, irriducibili sostenitori delle auto storiche come mezzo per tramandare una cultura civica e tecnologica che va scomparendo, decise di dare vita ad un’associazione a ciò dedicata; fu analizzata a fondo la realizzabilità del progetto e alla fine, in un venerdì di Novembre dello stesso anno, in undici si ritrovarono e decisero la fondazione del nuovo Club.

Il successivo 22 Novembre 1994, con atto del notaio Leydi in Bergamo, venne costituito il Club Orobico Auto d’Epoca, con l’intento di offrire occasioni di incontro, di amichevole competizione e di svago culturale a chi fosse sensibile al fascino sottile delle vecchie regine della strada.
La sede venne fissata ad Alzano Lombardo e gli undici soci fondatori costituirono il Primo Consiglio Direttivo, con Franco Prussiani presidente e Dario Belloli segretario.
Franco Prussiani, uomo di poche parole e molti fatti, fu il vero trascinatore, portando i soci effettivi oltre i 300, ma soprattutto contribuendo in modo determinante a raggiungere un risultato prestigioso e cioè il riconoscimento dello stato di club federato all’ASI.

Non fu traguardo facile, poiché da tempo erano presenti, in Bergamo e nelle province vicine, altre Associazioni, e si dovette attendere il 1997 per ottenere l’ambito riconoscimento.
Nel frattempo il Club era cresciuto e continuava a crescere con ritmo elevato, cosicchè i 298 soci regolarmente tesserati del 1997 sono passati oggi a ben oltre 700.
I numeri globali, però, non sempre sono veritieri: tutti conosciamo la ‘corsa alla tessera’ provocata dalla possibilità di ottenere riduzioni dei premi di assicurazione o sgravi fiscali. E’ quindi più aderente alla realtà confrontarsi con i soci sul terreno concreto delle iniziative, dove la partecipazione costituisce già un buon indice di gradimento.
Ebbene, ogni anno si organizzano non meno di 10 manifestazioni turistiche, a ciascuna delle quali partecipano sempre da 40 a 60 vetture di prestigio, realizzando quasi sempre il ‘tutto esaurito’.
Questo successo è frutto di un’indovinata miscela di ingredienti, stabilita sin dall’inizio dal Consiglio Direttivo: – manifestazioni brevi, che impegnano solo il pomeriggio del sabato o la giornata della domenica; – itinerari suggestivi e poco noti; – prove di abilità, per stilare una classifica che appaghi il pilota che è dentro ciascuno di noi, in numero ridotto e conformi al regolamento ASI; – una buona attenzione agli aspetti gastronomico-conviviali.


Ma proseguiamo con la nostra storia.

Il 1997 segna una svolta: non solo il Club vede accolta la richiesta di federazione all’Asi, ma le dimissioni irrevocabili di Franco Prussiani, che ritiene concluso il suo ciclo, aprono la strada alla presidenza di PierLuigi Patelli, restando segretario Dario Belloli. Al periodo delle grandi battaglie e dei grandi entusiasmi per portare il Club ai meritati riconoscimenti, segue il periodo del consolidamento organizzativo, che porta ad un ridimensionamento del numero di manifestazioni organizzate (in genere ricorrendo al ciclo biennale), a favore di un migliore equilibrio tra risorse e impegni.
Si creano così gli spazi per lanciare nel 1998 la prima edizione della 48 Ore Orobiche, manifestazione a carattere nazionale e a calendario ASI, voluta proprio per ricordare l’ingresso tra i club federati. Articolata su due giornate (unica eccezione alla filosofia del Club), si tiene tradizionalmente ogni anno, nell’ultimo fine settimana di Maggio.
L’oculata gestione delle risorse e la caparbia ricerca di sponsor per coprire parte delle spese per le manifestazioni, consente al Presidente Patelli di comunicare ai soci, all’inizio del 2000, che si è potuta acquisire una nuova sede, non più condivisa con altre associazioni, che può finalmente essere attrezzata a dovere sia come punto di incontro, sia come efficiente centro per l’erogazione dei vari servizi ai soci; viene istituita una segreteria dotata di mezzi informatici oggi indispensabili, con personale dedicato.
Dopo le elezioni del 2000, che vedono un parziale rinnovo del Consiglio, si apre il dibattito sulle vie da percorrere per accrescere la visibilità e il prestigio dell’Orobico, come viene ormai chiamato nell’ambiente, e per dedicare un impegno crescente alla diffusione della cultura storica dell’automobile, evitando la dispersione di testimonianze preziose di vita sociale.

Nei progetti è una differenziazione di iniziative, mirate ad evidenziare i due aspetti dell’automobile, mezzo per viaggiare e conoscere, e in quanto tale silenzioso testimone dei mutamenti avvenuti nella società civile, e contemporaneamente diretta espressione dell’ingegno e dell’inventiva umani.
Progetti ambiziosi: ci vorranno pazienza e volontà, ma intanto nel patrimonio del Club è entrata da poco una regale Flaminia berlina destinata, al termine del leggero restauro di cui necessita, a portarne il nome in giro per l’Italia.
Ma dal presente stiamo passando al futuro…

www.cluborobico.it/

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