Targhe originali: un altro passo avanti

Il percorso verso la possibilità di recupero delle targhe originali di immatricolazione segna un altro importante passo avanti. Dopo l’approvazione alla Camera del 20 dicembre scorso infatti, anche il Senato ha dato parere favorevole alla Legge di Bilancio 2021.

Legge che include l’emendamento 126.26 che consente il recupero delle targhe originali per i veicoli storici, sia in caso di reimmatricolazione, sia per quelli giĂ  reimmatricolati o ritargati. A questo punto, per completare l’iter, manca soltanto il Decreto Attuativo, che il Ministero dei Trasporti dovrebbe emanare entro i prossimi 60 giorni.

Una battaglia, quella per il recupero delle targhe originali, portata avanti da tempo dall’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano, e ora definito dal nuovo comma 5-bis inserito all’art. 93 del Codice della Strada dalla Commissione Trasporti della Lega, composta dai deputati Tombolato, Capitanio, Donina, Furgiuele, Maccanti, Rixi, Giacometti, Morelli, Zanella, Zordan, Garavaglia, Comaroli, Patassini e dai senatori Corti e Saponara, con il contributo dell’onorevole Guido Guidesi capo Dipartimento AttivitĂ  Produttive dello stesso partito.

L’ASI e gli altri enti certificatori indicati nell’articolo 60 del Codice della Strada hanno fatto da referenti per guidare la commissione nella formulazione delle normative, come ha sottolineato il presidente di ASI Alberto Scuro: “Questo progetto ha visto la nostra Federazione impegnata in maniera diretta e concreta: permette di recuperare l’originalità più completa di un veicolo storico, oggetto della nostra passione e dei nostri accurati restauri. Inseguire l’originalità fa parte della nostra mission e la targa di nascita è parte integrante del veicolo stesso: per questo ringraziamo la sensibilità dimostrata dalla politica che ha capito il valore culturale dell’iniziativa. L’emendamento passato oggi in Legge di Bilancio completa la serie di importanti norme conquistate dal motorismo storico nel 2020, come quella sulla conservazione dei documenti originali con l’entrata in vigore del Documento Unico di Circolazione e la nuova legge regionale del Piemonte sulla valorizzazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico”.

Questo il testo completo dell’emendamento 126.26 inserito nella Legge di Bilancio 2021:

“L’immatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico è ammessa su presentazione di un titolo di proprietĂ  e di un certificato attestante le caratteristiche tecniche rilasciato dalla casa costruttrice o da uno degli enti o associazioni abilitati indicati dall’articolo 60.

In caso di nuova immatricolazione di veicoli che sono già stati precedentemente iscritti al P.R.A. e cancellati d’ufficio o su richiesta di un precedente proprietario, ad esclusione dei veicoli che risultano demoliti ai sensi della normativa vigente in materia di contributi statali alla rottamazione, è ammessa la facoltà del richiedente di ottenere targhe e libretto di circolazione della prima iscrizione al P.R.A., ovvero di ottenere una targa del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo, in entrambi i casi conformi alla grafica originale, purché la sigla alfa-numerica prescelta non sia già presente nel sistema meccanografico del CED della Motorizzazione civile, e riferita ad altro veicolo ancora circolante, indipendentemente dalla difformità di grafica e di formato di tali documenti da quelli attuali rispondenti allo standard europeo.

Tale possibilità è concessa anche retroattivamente per tutti quei veicoli che sono stati negli anni reimmatricolati o ritargati purché in regola con il pagamento degli oneri dovuti.

Il rilascio della targa e del libretto di circolazione della prima iscrizione al P.R.A., nonché il rilascio di una targa del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo sono soggetti al pagamento di un contributo, secondo ammontare, criteri e modalità definiti con apposito decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. I proventi derivanti dal contribuito di cui al periodo precedente concorrono al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica”.

In attesa del Decreto Attuativo, rimarrĂ  da capire poi la concreta e pratica applicazione, in termini di procedure e costi.

Fonte: ufficio stampa ASI

Foto: Adrenaline24h

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