Pit Stop: Nash Metropolitan, storia di un’americana diversa

Prodotta dalla Nash Motors dal 1954 al 1962, la Metropolitan è un’auto americana piuttosto insolita.

In controtendenza col trend domestico che vede progettare e produrre modelli sempre più grandi, all’inizio degli ani cinquanta la Nash Motors punta ad offrire ai clienti statunitensi un’alternativa dal prezzo e dalle dimensioni più contenuti.

La Metropolitan nasce così sulla base del prototipo, l’NXI (Nash Experimental International), realizzato proprio per valutare le reazioni, rivelatesi poi positive, del pubblico americano nei confronti di una vettura insolitamente compatta, addirittura più di una VW Maggiolino.

Altrettanto insolito è il fatto che, a seguito di una valutazione degli impianti e dei costi di produzione, la Nash decide di costruire il modello al di fuori degli Stati Uniti, territorio in cui viene prodotta solo parte della componentistica.

La vettura viene invece realizzata oltreoceano, in Gran Bretagna, dalla Fisher and Ludlow per la carrozzeria e dalla Austin Motor Company per quanto riguarda la parte meccanica e l’assemblaggio finale delle due versioni previste, berlina due porte e cabriolet due porte, entrambe con carrozzeria bicolore.Inizialmente la vettura è mossa da un motore quattro cilindri in linea da 1,2 litri derivato da quello montato sulla Austin A40 Devon/Dorset, accoppiato a un cambio manuale a tre rapporti e trazione posteriore.

A partire dal 1956 la cilindrata sale a 1,5 litri, col nuovo motore derivato dalla Austin A50 Cambridge. La verniciatura del corpo vettura era bicolore.

Nel 1959 la vettura viene aggiornata stilisticamente e meccanicamente; il modello resiste così sulle linee di produzione fino al 1961 e nei listino fino al 1962, totalizzando circa 95.000 esemplari sul mercato domestico, a cui si somma un altro 10% venduto sugli altri mercati, britannico in particolare.

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