Pit Stop: Honda City e Motocompo, la coppia jap più cool degli anni 80

Ancora una volta la produzione motoristica torna a pescare nel passato. Alla fine dello scorso luglio Honda ha registrato un nuovo nome per un motociclo: “Motocompacto”.

Inedito, ma davvero troppo simile a Motocompo, il nome dell’iconico scooter pieghevole dei primi anni 80, per non far pensare ad un riferimento esplicito. Perché ne parliamo? Perché l’occasione è ghiotta per ricordare una delle accoppiate più cool del Giappone di quegli anni.

L’Honda NCZ 50 Motocompo è uno scooter pieghevole dalle forme “scatolose”, insolite anche per il Giappone sopra le righe dei primi anni 80.

Una volta richiusi manubrio, sella e pedane, prende le forme di un parallelepipedo perfetto. I cui ingombri ridotti (1.185 x 240 x 540 mm) sono studiati per entrare al millimetro nel baule delle piccole utilitarie Honda City e Honda Today.

La Honda City è una piccola utilitaria (3,4 metri di lunghezza) pensata essenzialmente per il mercato interno, ma esportata anche in Europa col nome di Jazz.

Presentata nel 1981, la City diventa una vettura “cult” grazie alle sue versioni Cabriolet, disegnata da Pininfarina, e soprattutto Turbo, lanciata a settembre del 1982.

Ideata da Hirotoshi Honda, figlio del fondatore nonché fondatore di Mugen Motorsports, la Turbo viene testata in Europa, con una prova di resistenza che consiste in un viaggio di andata e ritorno dalla Sicilia alla Norvegia per circa 10.000 km totali.

A novembre 1983 debutta la Turbo II con intercooler, parafanghi allargati, minigonne, alettone posteriore e un aspetto decisamente incattivito, che le vale il nomignolo di “Bulldog”.

Per circa un Turbo e Turbo II coesistono; dalla fine del 1984 resta solo la Turbo II, la cui estetica di gusto sportivo viene estesa anche alla più tranquilla  Cabriolet.

La City Turbo aggiunge al propulsore da 1,2 litri delle comuni City la testa in lega, le valvole in magnesio e un turbocompressore capace di portarne la potenza a 100 cv e lo scatto da 0 a 100 in 8 secondi e mezzo.

La sua evoluzione Turbo II aggiunge un nuovo collettore di aspirazione, un nuovo scarico, un corpo farfallato più grande, un differente rapporto di compressione e una turbina più spinta, per una potenza finale di 110 cv.

Honda City Turbo e Motocompo sono diventate due icone della produzione Honda e in generale del design Giapponese degli anni 80. Sono comparsi, da soli o in coppia, in serie TV, pellicole cinematografiche, cartoni animati e tantissimi manga.

E, insieme, costituiscono oggi un’abbinata “esotica” capace di farsi notare in qualsiasi collezione.

 

Leave a Reply

Translate »