Pit Stop: Renault 4, 59 anni all’insegna della praticità

Tra gli ultimi giorni di luglio e i primi di agosto del 1961, la Renault diffonde le prime immagini della nuova 4, o R4, modello che resisterà nei listini fino al 1993, diventando così una delle vetture più longeve della storia.

Il progetto, codice interno 112, viene avviato nel 1956 per sostituire l’obsoleta 4CV e contrastare il successo commerciale della Citroën 2CV, già vecchia di otto anni ma ancora sulla cresta dell’onda.

Rispetto ad essa, la nuova vettura deve esaltarne le caratteristiche: vettura utilitaria e per il tempo libero, spaziosa, affidabile, confortevole, meccanicamente semplice e adatta anche alle signore.

Il tutto mantenendo ridotto il prezzo, fissato preventivamente attorno ai 350 000 franchi.

I progettisti optano coraggiosamente per telaio a pianale, trazione anteriore (una primizia), ruote indipendenti, barre di torsione e, per contenere i costi, motori aggiornati derivanti da quelli montati 4CV e Dauphine.

L’estetica non viene considerata una priorità, è anzi secondaria rispetto ad aspetti più razionali e pratici.

La carrozzeria, opera di Robert Barthaud, avrebbe in realtà dovuto disegnarsi quasi del tutto da sola  in base ai requisiti meccanici e pratici: uno su tutti, le 4 porte più un ampio portellone posteriore.

Nonostante le premesse, il design esterno è frutto di numerose proposte, anche molto diverse tra loro, e lunghi ripensamenti.

Tra il 1958 e il ’59 i primi prototipi vengono sottoposti ad estenuanti sessioni di test climatici, di resistenza e di durata, tenuti ai quattro angoli del globo. Totalizzano oltre due milioni di chilometri complessivi, preziosi per il perfezionamento della vettura.

Alla presentazione ufficiale alla stampa, tenutosi in Camargue nell’estate del 1961, l’azienda punta sulle doti di mobilità della nuova vettura anche sui terreni impervi, impressionando i giornalisti.

Il pubblico invece toccherà con mano la nuova vettura il 21 settembre successivo, allo stand Renault del Salone dell’automobile di Francoforte.

La reazione sarà la stessa avuta alla fine degli anni quaranta con la 2CV: stupore per le linee rozze e l’allestimento spartano (nonostante la vettura esposta fosse una “L” (lusso), seguito da una certa diffidenza.

Ma le richieste di prova su strada che seguiranno saranno addirittura 62.000, e permetteranno al pubblico di comprendere appieno lo spirito della vettura.

Spirito che sarà capito e apprezzato per oltre trent’anni di carriera senza aggiornamenti eclatanti.

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