Pit Stop: Venturi, dal motore centrale alle batterie

Pochi la ricordano, ma Venturi è un marchio francese che, negli anni ottanta, decide addirittura di infastidire le berlinette sportive più blasonate come Ferrari e Lotus.

L’azienda, con sede a Couëron, si chiama MVS (Manufacture de Voitures de Sport), e debutta producendo in piccola serie berlinette a motore centrale con carrozzeria in vetroresina e componentistica derivata dalla grande serie.

Il primo prototipo si mostra al pubblico al Motor Show di Parigi del 1984. Progettato dall’ingegner Claude Poiraud e dal designer Gérard Godfroy, è una sportiva due posti dalle linee moderne ed equilibrate, pesante appena 850kg, spinta da un “provvisorio” duemila derivato dal 1.8 della coeva VW Golf GTI.

La macchina raccoglie consensi sufficienti per passare alla produzione in piccola serie. Il modello definitivo fa conoscere al mondo il marchio Venturi; la nuova sportiva si chiama 200 ed è prodotta sia in versione Coupé che Spider.

Il motore stavolta è un 6 cilindri da 2458 cm³ da 200 CV, sostituito nel 1989 dal noto PRV da 2849 cm³, qui portato a 260 CV abbinato a una trasmissione di derivazione Renault. La 200 ha un discreto successo e resta per una decina d’anni, durante i quali dà vita a diverse versioni derivate, dalla “piccola” 111 due litri, pensata essenzialmente per i paesi, come l’Italia, afflitti dalla cosiddetta “iva pesante”, alla 400 GT, declinazione stradale della 400 Trophy, modello da competizione di cui riprende la meccanica.

Il V6 è innalzato a 2975 cm³ e alimentato con doppio turbocompressore per un totale di ben  408 CV e una velocità di punta di 300 km/h. Nonostante i soli 15 esemplari prodotti, la 400 GT è tuttora una delle vetture francesi stradali più veloci mai costruite.

Dal pianale della 400 deriva la 300 Atlantique, che in gamma va a sostituire la 200. Totalizza 57 esemplari, capaci di 280 km/h, prima di lasciare il passo alla 300 Atlantique Biturbo, mossa ancora da un V6 Peugeot-Renault, qui sovralimentato da due turbocompressori a bassa pressione che alzano l’asticella della potenza a 310 CV. In questo caso gli esemplari prodotti sono 13.

Nel mentre, la piccola casa francese tenta anche la strada della Formula 1, disputando la stagione 1991-92 come comproprietaria del team Larrousse. Non solo: nel ‘93 e nel ’95 partecipa alla 24 ore di Le Mans, rispettivamente con le berlinette 500LM e 600LM. Impegni che forse sottraggono risorse preziose al reparto delle vetture di serie, i cui risultati non soddisfano le attese.

Siamo nel 1996 quando l’azienda viene rilevata da una società thailandese, il cui intervento non produce risultati rilevanti. Nel 2000 Venturi è in liquidazione. L’anno seguente viene rilevata da un imprenditore italo-monegasco, Gildo Pallanca Pastor, che sposta  la sede nel Principato di Monaco.

Pastor chiude i ponti col passato e sposta il focus sulla propulsione alternativa, col lancio dei modelli Fetish, Ecletic, Astrolab. Nel 2010 Venturi conquista i suoi primi record mondiali di velocità per veicoli elettrici e acquista la casa motociclistica elettrica Voxan e a partire dal 2014 partecipa al campionato di Formula E. Oggi è consulente per Mercedes nella realizzazione di vetture a trazione alternativa.

Leave a Reply

Translate »