Pit Stop: Z600, il piccolo genio di casa Honda

 

Esotica e rara da noi, ma molto nota sia in USA che in patria, la Honda serie Z debutta esattamente cinquant’anni fa.

Prodotta tra il 1970 e il 1974, scompare dai mercati stranieri già nel 1972; gli ultimi due anni di produzione la vedono infatti ancora a listino per il solo mercato interno, a seguito di un leggero restyling. All’estero, in America in particolare, si preferisce lasciare campo libero alla nuova e futura bestseller Civic, lanciata nel 1973.

La serie Z nasce come versione “coupé” più compatta e sportiva della popolare serie N. Entrambe sono vendute sia come “360” (con cilindrata di 354cc, solo per il mercato interno e quello australiano) che come “600” (da 598cc) presso i concessionari di moto Honda fino a quando, proprio con la Civic, nascono i primi autosaloni del marchio giapponese.

Le cilindrate tanto contenute di questa piccola Honda, lunga appena 3,1 metri, ne tradiscono sia la derivazione motociclistica che il rispetto delle severissime norme domestiche sulle  “Kei Car”. A fronte di una cilindrata quasi doppia, la versione 600 eroga 36cv, appena 5 in più della corrispondente 360, ma liberati a ben 9000 giri al minuto, il che rende la vetturetta comunque briosa e piacevole.

Coerentemente con la filosofia giapponese, la Honda Z600, semplicemente “Z” sui mercati europei essendo l’unica versione disponibile, è minuscola ma sufficientemente spaziosa per 4 persone.

Ed è rifinitissima, dotata di sedili sportivi con poggiatesta, volante sportivo, cambio a 5 marce, contagiri, luci di cortesia e di lettura, vano porta guanti con sportellino, posacenere posteriore, vetri posteriori apribili a compasso, divano posteriore abbattibile e una curiosa ribaltina sotto la targa posteriore per accedere alla ruota di scorta e alla trousse attrezzi. Al vano bagagli si accede invece aprendo il cristallo posteriore.

Delle 40.586 unità prodotte, appena 918 sono quelle vendute in Europa, la maggior parte delle quali in Francia e Svizzera. Di queste, un gran numero finisce in Germania, dove il modello non è importato ufficialmente, e viene modificato portando i motori a 242cc per rientrare nella categoria “Classe IV”, per la quale all’epoca non è necessario l’esame per la patente, categoria rimasta orfana dopo l’uscita di produzione, nel 1969, della Goggomobil 250. Mai importata ufficialmente da noi, oggi la Honda Z costituisce una curiosa e ricercata rarità.

Una piccola curiosità: una Z600 coupé del 1971, denominata “Evil Tweety”, detiene il record di velocità su terra per le automobili con carrozzeria di serie e motori fino a 750cc, raggiungendo, con un motore 600 di serie  portato a 700cc, la ragguardevole velocità di 103.978 miglia orarie (circa 166 km/h).  Il record è stato registrato nell’agosto 2008, ad opera di Eric Burns, sul celebre lago salato di Bonneville.

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