Pit Stop: Monzeglio, campioni in giallo

 

All’inizio degli anni sessanta il piemontese Renato Monzeglio è un imprenditore in carriera. Ha dalla sua una lunga esperienza nel mondo dei motori, che mette a frutto nella gestione della sua concessionaria Lancia. Ma come ogni appassionato, anche Monzeglio viene inguaribilmente contagiato dal virus delle corse e, tutte le volte che può, sgattaiola via dalla concessionaria per andare a correre in pista.

Il suo debutto avviene su una Stanguellini Formula Junior, che acquista per sé ma soprattutto per affidarla ai tanti talentuosi piloti emergenti del periodo. Tra questi si fa notare il suo conterraneo Luigi Pozzo, al quale Monzeglio affida il volante di Lancia Appia Zagato e delle prime Fulvia HF, che riesce a ottenere a condizioni di favore in qualità di concessionario.

La svolta importante avviene verso la fine degli anni sessanta, quando Monzeglio rinuncia al mandato di concessionario Lancia in favore di Alfa Romeo. Assieme alle bandiere dell’autosalone cambiano di conseguenza anche quelle del paddock, e il team piemontese si dota delle nuove e potenti Giulia GTA 1600.

L’impegno sempre crescente e gli ottimi risultati raggiunti nel 1969 portano Renato a fondare la Monzeglio Squadra Corse assieme al socio Monferrini, il quale è anche autore dell’insolita scelta dei colori di scuderia: giallo paglierino con grossi scacchi marroni.

La Monzeglio Squadra Corse colleziona ottimi risultati sportivi, da un primo posto di classe alla Targa Florio del 1970 con un prototipo 1300cc, alla coppa Csai nella classe fino a 1600 Gruppo 4 con una GTA e con una 2000 GTAm Gruppo 2 nel 1971.

Tra tutte spicca però la vittoria dell’assoluto al campionato italiano Turismo Gruppo 2,  conquistata da Luigi Pozzo alla guida di un’Alfa Romeo GTA 1300.

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