Tutto pronto per la Targa Florio Classica 2019

La Targa Florio Classica, organizzata dall’ Automobile Club Palermo ed Automobile Club Italia, con il supporto di ACI Sport e ACI Storico, è inserita nel Campionato Italiano Grandi Eventi di ACI Sport, si svolgerà dal 10 al 13 ottobre lungo un percorso che attraversa alcune delle più belle strade di Sicilia.

Cresce l’attesa per una delle gare di regolarità più affascinanti del panorama internazionale che quest’anno prevede la partecipazione di circa 170 partecipanti di cui 80, che fanno parte del Ferrari Tribute to Targa Florio 2019. Una numerosa presenza di equipaggi che supera di gran lunga quella dell’edizione 2018. Sono ben  cinque i continenti rappresentati, con il coinvolgimento di 14 diversi paesi, tra cui extra europei: Stati Uniti, Sudafrica, Giappone, Emirati Arabi Uniti e Australia. Gli europei sono in grande maggioranza e includono, oltre all’Italia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Malta, Monaco, Olanda, Portogallo e Svizzera

Quattro giorni di gara, un percorso di 630 chilometri, tra storia, cultura, motori e cronometri. Un viaggio retrospettivo nella Sicilia dei motori, quella di Vincenzo Florio e di quanti oggi ne conservano le memorie e le emozioni; questo è ciò che i partecipanti troveranno alla Targa Florio Classica 2019 e alla Targa Florio Legend, una della grandi novità di quest’anno, alla quale potranno partecipare vetture prodotte dal 1978 al 1990.

S’annuncia la partecipazione di un parterre di grande spessore sportivo ad animare il terzo round del Campionato Italiano Grandi Eventi. Presenti Giuseppe Giaconia di Migaido e Costanza Afan De Rivera, nipote di Vincenzo Florio, in gara con la Porsche 356 C del 1964 e numerosi “Professionisti del Tubo” come Giovanni Moceri, vincitore della 1000 Miglia 2019, con la moglie Valeria Dicembre, con cui condividerà l’abitacolo della Fiat 508 C del 1939, i bresciani Tiberio Cavalleri e Cristina Meini a bordo di una Fiat 508 Spider del 1932, Mario Passanante, il siciliano vincitore del Gran Premio Nuvolari, al volante della Fiat 508c costruita nel 1937, navigato dalla giornalista Himara Bottini, Gianmario Fontanella e Annamaria Covelli a bordo di una Lancia Aprilia del ’39, Antonino Margiotta in coppia con la moglie Valentina La Chiana alla guida di una Volvo PV 444 del 1947 e Massimo Zanasi, neo campione italiano di regolari auto storiche ACI Sport, navigato da Barbara Bertini  con una Volvo Amazon P2004VB del 1958, solo per citarne alcuni.

Presente anche la Cisitalia 202 SMM Nuvolari del MAUTO – Museo dell’Automobile di Torino con a bordo l’equipaggio di Adrenaline24h, che dopo la partecipazione alla 1000 Miglia, al Giro di Sicilia, alla Coppa d’Oro delle Dolomiti e al Gran Premio Nuvolari, attraverserà le strade della Targa Florio.

La partecipazione della Cisitalia non è casuale; Adrenaline24h, infatti, attraverso un progetto ideato e studiato appositamente per il Museo, con la collaborazione del suo Centro di Restauro e Documentazione vuole riportare on the road e alle manifestazioni automobilistiche storiche più importanti, questa vettura opera della matita di Savonuzzi, che ha lascito un segno nella  storia dell’automobilismo, con lo scopo di avvicinare e coinvolgere nuove fasce di pubblico e appassionare i più giovani al mondo del motorismo storico.

La manifestazione inizierà giovedì 10 ottobre dal Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi, del sistema museale dell’Università di Palermo, dove gli equipaggi si appresteranno alle verifiche e punzonature delle vetture. Nel tardo pomeriggio, invece, si svolgerà la cerimonia di partenza che prevede, come da tradizione, lo schieramento delle auto e dei piloti di fronte al Teatro Massimo per poi iniziare la parata nelle vie del centro di Palermo.

La Targa Florio Classica entrerà nel vivo venerdì 11, con il transito degli equipaggi nell’agrigentino,  passando  per il “cuore” della Conca d’Oro di Corleone, nella zona dei Monti Sicani ed i suoi centri di Chiusa Sclafani e la “Città delle Arance” di Ribera. A metà del percorso è previsto invece il passaggio presso la Valle dei Templi di Agrigento, il parco archeologico più grande al mondo, mentre nel tardo pomeriggio, la “Cursa” attraverserà Cianciana, Regalgioffoli e Caccamo i centri che precedono Casteldaccia, dove è prevista la cena alle Cantine Duca di Sala Paruta. L’arrivo è previsto alle 22 al Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi di Palermo.

Durante la giornata di sabato 12, i partecipanti potranno rivivere l’epopea delle sfide motoristiche sul medio Circuito della Targa Florio. Non possono essere che Floriopoli e le Tribune di Cerda emblematici passaggi nella storia della “Cursa”. 270 chilometri di tappa, comprendendo i tradizionali passaggi di Caltavulturo, Polizzi Gerosa, Collesano e Campofelice di Roccella. Quindi la “ronde” di Cefalù, con sosta pranzo al Sea Palace tra i siti riconosciuti Patrimonio Unesco, quindi Gibilmanna, Lascari e  Gratteri e rientro a Palermo passando per Termini Imerese, ripercorrendo la costa.

Domenica 13, sarà caratterizzata dalla Rievocazione del Circuito della Favorita che si svilupperà su un tracciato di circa 35 chilometri, punteggiato da nove prove cronometrate, due controlli orari ed un controllo a timbro, con passaggio da Real tenuta della Favorita, dalla Palazzina Cinese ed arrivo in Piazza Verdi a Palermo per la Cerimonia di Arrivo e Premiazione. La partecipazione è facoltativa e non influenzerà la classifica della gara di regolarità valida per il Campionato Italiano Grandi Eventi, neppure quella della Targa Florio Legend.

A seguire l’evento ci saranno le telecamere di Gentleman Driver TV, che riprenderanno i 4 giorni di gara, catturando le fasi più saliente di questa splendida gara.

Adrenaline24h svolgerà, durante la Targa Florio Classica, diverse attività social in collaborazione con ACI Sport che riguarderanno la condivisioni di alcuni contenuti e dei post e dirette sui canali Facebook e Instagram di Aberenaline 24h dove verrà raccontato tutto l’evento e il dietro le quinte, con foto e video in real time….non vi resta che seguirci!!!

Ora facciamo un viaggio nel tempo e scopriamo la nascita di questa splendida corsa che è entratat nel cuore di tutti gli appassionati:

La Storia della Targa Florio

«Continuate la mia opera perché l’ho creata per sfidare il tempo.» Dopo ben 112 anni, possiamo affermare a ragione che le parole di Vincenzo Florio furono profetiche. Perché la Targa Florio, una delle più antiche corse automobilistiche è, ancora oggi, la corsa italiana più famosa nel mondo, assieme alla Mille Miglia.

Voluta, creata, finanziata e organizzata da Vincenzo Florio, nobile palermitano benestante, la “Targa” è la trasposizione pratica del fascino che il nuovo mezzo a motore aveva esercitato su di lui durante la partecipazione ad alcune competizioni di inizio secolo, tanto da creare, già nel 1905, la Coppa Florio, che si svolse in Lombardia.

Oltre che una delle più antiche, la Targa Florio è anche una delle gare più longeve al mondo, essendosi disputata ben 61 volte dal 1906 al 1977, interrotta solo dai conflitti mondiali. Nel 1957, a seguito del tragico incidente di De Portago alla Mille Miglia e al conseguente bando di tutte le gare di velocità su strada, la “Cursa”, come la chiamano in Sicilia, si trasforma da prova velocistica a competizione di regolarità, perdendo parte del fascino estremo di un tempo ma mantenendo quello legato al territorio, ai passaggi nelle strette e tortuose strade siciliane, dai tornanti delle Madonie ai vicoli di paese. Per alcuni anni, dal 1937 al 1940, si è svolta in “circuito”, all’interno del Real Parco della Favorita a Palermo; per il resto, la Targa Florio diventa subito celebre per la durezza del tracciato, lungo, impegnativo e faticoso, tanto che già solo completarla viene considerato un risultato di rilievo, sia per i piloti che per le macchine. E come tale, appresenta per anni una “piazza” importante per le case costruttrici, che hanno modo di dimostrare sul campo, e con gran visibilità, le qualità stradali e l’affidabilità dei propri mezzi.

 

Vincenzo Florio diceva che la sua era “la gara più lenta del mondo”, a causa delle peculiarità del tracciato, e in qualche modo, secondo lui, proprio per questo era anche sicura. Ma anche la “Targa” ha i suoi morti celebri: tra questi il conte Giulio Masetti, scomparso il 25 aprile 1926 con di un’uscita di strada a bordo della sua Delage numero 13; a seguito di tale episodio, il numero non verrà mai più assegnato ad alcuna vettura da competizione.

Tra la seconda metà degli anni cinquanta e la prima metà dei settanta, la Targa Florio è tra le gare titolate nei Campionati Internazionali o Mondiali riservati alle vetture Sport o Gran Turismo, e questo porta con sé una visibilità e un interesse mai raggiunti prima, anche a causa della partecipazione alla gara di nomi importanti dell’automobilismo sportivo, sia tra i piloti che le case costruttrici. Un periodo d’oro interrotto nel 1973, a seguito di una serie di incidenti gravi che rendono palese quanto la tipologia di percorso sia oramai non più compatibile con le prestazioni raggiunte dalle vetture. Quello è quindi l’ultimo anno della Targa Florio quale grande prova internazionale. La gara prosegue comunque fino al 1977 quando, come per la Mille Miglia di vent’anni prima, un grave incidente mette definitivamente la parola fine all’avventura di velocità nata 61 anni prima: la Osella-BMW di Gabriele Ciuti esce di strada dopo il rettilineo di Buonfornello, piombando sugli spettatori e provocando due morti e tre feriti gravi. Dal 1978 la gara si trasforma quindi in “Rally Targa Florio”.

La Targa e Nuvolari

Se la Targa Florio è entrata nella  leggenda, molto lo deve anche a grandi campioni come Varzi e Nuvolari, che tra il 1930 ed il 1934 la vincono due volte ciascuno, Varzi nel ‘30 e ‘34 e “il Nivola” nel ‘31 e ’32. Autentici miti dell’automobilismo sportivo italiano, i due creano forse per la prima volta dei “personaggi” nel senso moderno del termine, due autentiche star capaci di infiammare il pubblico delle gare a due e a quattro ruote. Nuvolari poi è l’asso delle imprese impossibili, vince dove chiunque altro si arrenderebbe; è capace di tener giù il piede sul gas e continuare a correre anche quando l’auto perde pezzi o va a fuoco. Alla Targa Florio del 1931 condizioni meteorologiche avverse rendono il circuito un autentico pantano; Vincenzo Florio non si perde d’animo e rispolvera il vecchio grande tracciato di 148 km da percorrere 4 volte. Su quel circuito non si corre dal 1911; le strade sono ormai mulattiere malconce. Varzi e Nuvolari se la giocano da “grandi” quali sono, col primo subito al comando sulla sua Bugatti Rossa, ripreso e superato dal secondo dopo i primi tre giri, complice anche un improvviso peggioramento del meteo. Tazio riesce infatti ad esprimere il meglio di sé proprio nelle condizioni più avverse, sfila così Varzi  con la Alfa Romeo 2300 e si aggiudica la sua prima Targa Florio, che bisserà l’anno seguente sul circuito da 72 km, ancora su Alfa Romeo 8C 2300 8 coi colori scuderia Ferrari, che all’epoca ancora non costruisce vetture proprie, infliggendo un distacco incolmabile a Borzacchini, anch’egli su Alfa Romeo, e a Varzi, terzo a circa venti minuti. Un’annata incredibile il 1932 per l’asso mantovano, la più ricca di successi con 16 corse disputate e ben 7 vittorie assolute: G.P. di Monaco, Targa Florio, G.P. d’Italia, G.P. di Francia, Circuito di Avellino, Coppa Ciano, Coppa Acerbo, seguiti da 3 secondi posti, 3 terzi, un quarto e un sesto, sporcati solo dal ritiro alla Mille Miglia per incidente. Alla fine della stagione viene comunque “incoronato” Campione Italiano Assoluto e Campione Automobilistico Internazionale.

Alla Targa Florio del 1932 è legato poi un aneddoto celebre della storia del “Mantovano Volante”. Nell’ aprile dello stesso anno il famoso poeta Gabriele D’Annunzio lo invita al Vittoriale per fargli dono di una piccola tartaruga d’oro con la dedica «all’uomo più veloce, l’animale più lento», chiedendogli in cambio di vincere la gara siciliana, due settimane dopo. Tazio, stupito della richiesta, risponde: «Correrò solo per questo». L’epilogo lo conosciamo, la tartaruga diventa il suo portafortuna ufficiale, e il pilota la fa cucire in bella vista sul petto della sua divisa ufficiale.

Oggi la Targa Florio è celebrata e ricordata nel Museo Targa Florio di Collesano (riconosciuto dall’Aci), dove si conservano cimeli, foto, trofei, parti di vetture storiche, tute di piloti, giornali, libri, e classifiche; ad esso si affiancano altre collezioni private visitabili a Cerda, a Campofelice di Roccella e a Termini Imerese.

Maggiori info

www.targa-florio.it

Photo Credit:

www.targa-florio.it

www.trapani.gds.it

 

 

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