Ventennali, alla fine la spunta l’ASI

Stavolta qualcosa si muove davvero. Dopo l’incontro voluto dall’ASI in Senato, lo scorso settembre, la questione della tassa di possesso per i veicoli ventennali è stata presa davvero in considerazione, e in queste ore a Palazzo Madama è definitivamente passato l’emendamento in Finanziaria che prevede, per tutto il territorio nazionale,  la riduzione del bollo al 50% per le vetture dai 20 ai 30 anni.

La notizia circola già da qualche giorno, in forma ufficiosa, ma prima di dare false speranze agli appassionati abbiamo voluto attendere l’esito della lunga e sofferta votazione di questa notte. E pare che il risultato sia stato raggiunto.

Unica condizione per ottenere la riduzione della tassa è che i veicoli dovranno essere provvisti di CRS, ovvero il Certificato di Rilevanza Storica rilasciato dall’ASI; la presenza del documento che attesta la teorica rilevanza storica del mezzo, dovrà essere obbligatoriamente trascritta sulla carta di circolazione. Si tratta di una condizione apparentemente gravosa (già ci immaginiamo a gennaio le code in motorizzazione per le trascrizioni) ma che in realtà è propedeutica ad ulteriori misure a vantaggio degli appassionati, di cui vi parleremo diffusamente più avanti. Niente di nuovo invece per le regioni che avevano mantenuto le vecchie esenzioni, come ad esempio la Lombardia: per loro resta tutto com’era, dato che l’applicazione della nuova misura sarebbe risultata penalizzante.

Per quanto pagare metà “bollo” sia comunque meno vantaggioso, per i proprietari di veicoli ventennali, rispetto alla situazione pre-governo Renzi, questa misura rappresenta un successo indubbio per l’ASI, sotto diversi fronti. Anzitutto, questo Consiglio Direttivo, per quanto temporaneo e talvolta disgregato, è riuscito in pochi mesi lì dove l’ex presidente Loi aveva fallito, e cioè a ricostruire con le Istituzioni un dialogo serio e produttivo, con tanto di risultato tangibile raggiunto nel giro di poche settimane. Secondo, il provvedimento sancisce nuovamente il ruolo di ASI come unico ente certificatore pienamente riconosciuto dallo Stato per le automobili (per le moto valgono anche le certificazioni FMI), nonostante le pressioni di ACI sulla creazione di una procedura basata su una lista chiusa. Per Villa Rey è un punto messo a segno dal forte valore strategico.

Questa la situazione ad oggi. Ora l’emendamento dovrà tornare alla Camera per l’approvazione, sul cui esito non sono previste sorprese, e poi sarà Legge dal 2019. Dita incrociate, e grazie ad ASI per un regalo di Natale che in tanti aspettavamo da tempo.

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