Auto storiche e codice della strada. Facciamo chiarezza con l’aiuto della Polizia di Stato

Nelle prossime puntate di Gentleman Driver tv, una serie di servizi, girati sotto l’egida della Polizia di Stato, all’interno dei quali verranno affrontate molte tematiche relative ad un corretto uso dell’auto storica, dal punto di vista legislativo.

Ospiti dei magnifici spazi del Museo delle Automobili della Polizia di Stato, ai nostri microfoni, il chiarissimo  Dr. Giandomenico Protospataro – Vice Questore della Polizia di Stato.

Non vi anticiperemo nulla……ma ora passiamo al Museo delle Automobili della Polizia di Stato che abbiamo avuto il piacere di visitare in compagnia della Dott.ssa Alessandra Pacifico, Vice Questore della Polizia di Stato e Direttrice del Museo, che alle nostre telecamere ci ha spiegato tutta la storia e la sua e voluzione.

Il Museo delle Auto della Polizia di Stato, allestito all’interno di un ampio padiglione della ex Fiera di Roma (zona EUR), propone ai visitatori circa settanta esemplari tra auto, moto, scooter, bici e persino un “gatto delle nevi” che hanno fatto la storia e il costume della Polizia e dell’Italiani. Gli autoveicoli sono disposti lungo un percorso che consente di capire come l’evoluzione della motorizzazione della Polizza di Stato sia avvenuta nel segno dell’efficienza e della modernitĂ .

Tra i modelli piĂą significati e di grande importanza storica è possibile ammirare l’Alfa Romeo 1900 Super Speciale del 1958, sulla quale appare per la prima volta il simbolo della Pantera che contraddistingue le vetture di pronto intervento. la macchina è completamente nera, dotata di tetto apribile, parabrezza blindato e radiotelefono, il primo ad essere montato all’interno di una volante. Particolare e anche molto caratteristico il paraproiettili, ricavato dalla cinghia di distribuzione, installato davanti alle due ruote anteriori.

Un altro veicolo che è sicuramente rimasto nella memoria di molti è la Jeep Willys, con la carrozzeria totalmente dipinta di rosso scuro che contraddistingueva i reparti mobili dagli altri, utilizzata negli anni ’50 dai reparti della Celere della Polizia di Stato. In Italia rimase in servizio fino alla loro sostituzione con un fuoristrada ispirato alla 4×4 americana, la Fiat Campagnola.

Curioso e decisamente interessante è il furgone Fiat 238B del 1971, che venne ideato per la rilevazione degli incidenti. Al suo interno è allestito un vero e proprio ufficio mobile, con tanto di macchina da scrivere Olivetti, mentre all’esterno e piĂą precisamente sul tetto, al quale si accede tramite una scaletta ripiegabile,  venne installata una piattaforma per permettere agli agenti di scattare fotografie dall’alto

Il museo ospita anche altre vetture che hanno fatto la storia come il camion OM, dotato di ponte radio, il motocarro da montagna Moto Guzzi 3×3 detto Mulo Meccanico, la Fiat 1100, la Fiat 500, la Fiat 1100/103, l’Alfa Matta, l’Alfa Romeo Giulia Speciale alla 2600 Sprint, la Giulia Super, protagonista indiscussa di tanti film polizieschi degli anni Settanta, dove era solita correre per le strade di Roma e Milano all’inseguimento di ladri o terroristi e ovviamente l’indimenticabile Alfetta che è rimasta nei cuori di molti.

Negli ultimi anni la collezione di auto si è arricchita anche di veicoli più moderni come la De Tomaso 892 Deauville blindata del peso di due tonnellate e mezzo, impiegata per le scorte e per trasportare in tutta sicurezza importanti personalità, Alfasud, Alfa 155, Fiat Marea, l’Alfa Romeo Giulietta di colore rosso amaranto che ricorda il primo colore utilizzato dalla Polizia e la splendida Lamborghini Gallardo che viene utilizzata anche per il trasporto di organi.

Un’area del museo è inoltre dedicata all’esposizione di alcuni cimeli storici, caschi, stivali, berretti, palette, ricetrasmittenti e altre apparecchiature che i poliziotti usavano dagli anni ’60 in poi.

Il Museo è aperto a singoli appassionati, gruppi e scuole, vi invitiamo a visitarlo!!

Per maggiori info: il sito del museo

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