Monte Pellegrino Historic: una storia senza tempo!!

Palermo, come sempre, sarà il naturale palcoscenico della 6^ edizione 2017 della Monte Pellegrino Historic, concorso dinamico di eleganza, organizzato dalla Scuderia Montepellegrino che si svolgerà dal 28 al 30 aprile 2017.

L’evento con tutti i percorsi chiusi al traffico, si pone l’obiettivo di radunare a Palermo le vetture da competizione costruite fino al 1976 che si sono rese protagoniste nello sport motoristico facendole transitare in parata lungo il percorso della Salita al Monte Pellegrino (da Palermo al Santuario), all’interno del Parco della Favorita di Palermo e in un Circuito Cittadino realizzato per l’occasione nel centro storico di Palermo.

Le auto che hanno preso parte alle precedenti edizioni, sono state rappresentative della storia del motorismo sportivo internazionale, che per la loro bellezza e rarità, rendono la Monte Pellegrino Historic una sorta di museo dinamico a cielo aperto.

Le auto nei tre giorni dell’evento, si muoveranno all’interno della fantastica cornice, storico naturalistica di Palermo, ripercorrendo strade che, hanno segnato indelebilmente la storia dell’automobilismo Palermitano.

Racconteremo le passioni, le auto, i luoghi i protagonisti, tra sorrisi, emozioni e storie di amicizia, con le nostre telecamere di Gentleman Driver tv.

Tra le altre novità, nasce la linea di abbigliamento dedicato alla Monte Pellegrino Historic, che verrà presentata durante l’evento, sarà un modo diverso di “riviverla”, nella vita di tutti i giorni!!

Sono tre gli eventi che verranno come sempre rievocati, che rivisitiamo nella loro essenza…storica:

                         

 La Salita del Monte Pellegrino

Fino al 6 maggio 1924 le vie di accesso alla sommità del Monte Pellegrino ed al Santuario ivi costruito erano gli scalini in pietra incastonati lungo le scale “Vecchia e Nuova” che dalle falde della montagna permettevano ai fedeli di raggiungere il luogo simbolo della città di Palermo, e dai sentieri della “Valle del Porto” e della “Vulletta Grande’.

Una strada carrozzabile era stata voluta nel 1896 dal sindaco Ugo delle Favare, la sua progettazione fu affidata all’ingegnere capo del Comune Giuseppe Damiani Almeyda, ma i lavori iniziati nel 1905 furono più volte sospesi. Nel 1908 il Real Commissario Gennaro Bladier intervenne per cercare di sbloccare la situazione ma fu Vincenzo Florio, che con il suo “Comitato Panormitan” ideò la Coppa Monte Pellegrino sul tratto di strada già realizzalo di circa 4,3 chilometri, a ridare la volontà necessaria per ultimare l’ambizioso progetto. La Coppa “Monte Pellegrino” pensata da Florio si presentava come una sfida ardua e pericolosa per le pessime condizioni della strada. La presenza di un commissario nominato dal Panormitan a bordo del- I’auto era necessaria per cronometrare ed omologare il risultato dell’ascensione al Monte.

I nobili palermitani Conte Airoldi, Marchese De Seta, Barone Stabile, e I’inglese Norman Olsen erano tra i concorrenti che nell’autunno del 1908 accettarono la sfida. Erano tra i pochi nei primi del ‘900 a poter permettersi il lusso di partecipare alle gare che cominciavano ad animare il neonato sport automobilistico. La vittoria andò proprio a Florio su De Dion Bouton (tempo di 10’08″2/5). La competizione non ebbe un seguito fino all’inaugurazione presieduta da Benito Mussolini, in occasione del tricentenario della scoperta delle reliquie di Santa Rosalia, la Patrona di Palermo, della “Strada Nuova” intitolata al pro sindaco Bonanno.

ll percorso si presentava suggestivo per lo spettacolare panorama che offriva a chi si avventurava per i suoi tornanti e permetteva di accedere comodamente fino alla sommità. Vincenzo Florio riprende quindi la sua idea di una “Corsa del Monte Pellegrino” per auto e dal 14 settembre del1924 in poi il “suo” Automobile Club Sicilia organizza cinque edizioni della gara. ln via Catania 2, sede del sodalizio, venivano effettuate le operazioni di “punzonatura” delle vetture: veniva dipinto il numero di partenza sulle carrozzerie. ll percorso partiva dal Dazio alle Falde del Monte, il traguardo era posto nel piazzale del Santuario; per un totale di poco più di 8 chilometri e mezzo.

La prima edizione della nuova competizione fu vinta nuovamente da Florio stavolta al volente di una Steyr (7’59” il suo tempo). Primo tra le vetture turismo fu Michele Ciuppa (Ansaldo) in9’23” 2/5. L’anno successivo vinse Beppe Albanese, accompagnato dal suo meccanico Verde, su Bugatti; Florio attardato per problemi all’accensione della sua Steyr giunse solo terzo. L’edizione del 1 926 , vinta ancora da Albanese passato alla Bugatti, ammise pure le motociclette: fra queste vinse Sanseverino (Harley Davidson). ll record di Florio del’24 fu battuto per 13″ nel 1928. la gara ribattezzata con il nomedi “Salita al Monte Pellegrino” fu vinta dal Barone Amedeo Sillitti (Alfa Romeo). Dopo una pausa di nove anni la gara riprese nel 1937, il 20 agosto, con con una singolare edizione in notturna chiamata “Gara in notturna al Monte Pellegrino”. I 12 concorrenti dovevano affrontare un percorso più corto: 6,4 chilometri, essendo il traguardo fissato all’altezza del castello Utveggio. ln questa occasione vinse Paolo Di Pietra (Lancia Aprilia).

La gara riprende dopo la seconda guerra mondiale, quasi per caso. Grazie all’accoda gestione dei fondi messi a disposizione dalla Regione Siciliana (Presidente Alessi) agli organizzatori del Giro di Sicilia: il Principe Raimondo Lanza di Trabia ed il baroni Stefano La Motta ed Antonio Pucci. Rimasero non spesi ben 800.000 lire e lo stesso Alberto Alessi propose di organizzare una nuova manifestazione: riprendeva così la Cronoscalata al Monte Pellegrino ! Fu il barone Stefano La Motta con la Cisitalia a vincere questa edizione stabilendo il tempo di 6’50”.

ln quella occasione i bus della Saia portavano il pubblico nei punti del percorso utili ad ammirare la corsa; Per ricordare Achille Varzi il campione deceduto la settimana prima durante le prove del GP di Berna, la coppa del vincitore fu intitolata al pilota di Galliate. Anno dopo anno la cronoscalata crebbe sempre più nella partecipazione. Nel 1950, sempre per opera di Lanza di Trabia di La Motta e di Pucci, viene ingaggiato Tazio Nwolari. ll mantovano volante, onorerà I’ultima gara della sua incredibile carriera giungendo quinto assoluto e primo della sua classe sulla Abarth Cisitalia 204A di soli 1100 cc, dietro la Ferrari 166 MM di Luciano Musso ed altre tre ben più potenti sport 2 litri. Era il 10 aprile, giorno di Pasquetta, sui cofani della barchetta argentea di Nivola erano stati dipinti in segno di omaggio un coniglio ed un uovo pasquali. La popolarità della corsa, intanto, era aumentata notevolmente, ma non era solo la gara di grandi campioni, Umbefto Maglioli, Maria Teresa de Filippis, Antonio Pucci, era lagara di tutti gli appassionati. Tanta era I’affluenza del pubblico, spesso anche indisciplinato e spericolato che per regolarne l’affluenza e dissuadere l’arrivo di perditempo, fu stabilito di pagare un biglietto. Tra i plurivincitori il catanese Nicola Musmeci e il corpulento e simpatico palermitano Luigi Bordonaro, detto Lulù, che nel 1955 abbassò il record a 5’28”.

Nel 1962 i concorrenti raggiunsero il numero di 117! Nel 1958 vince il Principe Gaetano Starrabba di Giardinelli con la sua Ferrari 500 TRC soprannominata “la brasiliana”, mentre un giovane Nino Vaccarella debutta con la sua Lancia Aurelia B20 2500, classificandosi terzo nella sua classe. ll Preside Volante vincerà I’anno successivo ad una settimana di distanza dalla salita dal versante opposto: la “Valdesi-Santa Rosalia” (inaugurando la cronoscalata dalla nuova strada panoramica che domina la borgata di Mondello).

Sul Monte Pellegrino Vaccarella al volante di una Maserati 200 Sl, sarà il primo pilota ad infrangere il muro dei 100 km/h di media. Seguirono anni di grande passione ed entusiasmo, anche sotto l’accorta guida dell’Automobile Club di Palermo. Case uffliciali come l’Alfa Romeo vennero a Palermo per ottenere una prestigiosa vittoria e sfidare i tanti piloti locali che dimostravano il proprio talento sui tornanti del Monte Pellegrino come sulle curve delle Madonie. A quelli già citati si aggiunsero Mimì Tramontana, Nino Todaro, lgnazio Capuano, Ferdinando Latteri, Clementino Ravetto, Toto Calascibetta, Pietro Lo Piccolo, Vincenzo Mirto Randazzo, Eugenio Renna, Raffaele Restivo.

Poi vennero le difficoltà. Nel 1973, la gara fu addirittura disputata in autodromo a Pergusa; del 1975 (vinse Amphicar con una Chevron in 4’37″6) si ricorda soprattutto l’incredibile indisciplina del pubblico.

NOTA: LA RIEVOCAZIONE STORICA CHE ORGANIZZIAMO DAL 2012 PRENDE IN CONSIDERAZIONI LE EDIZIONI CORSE SINO AL 1976 (SEGUENDO LA CONTINUITA’ STESSA DELLA GARA DAL DOPOGUERRA PER 28 ANNI) , DOPO IL 1076 SI PERDE LA CONTINUITA’ E LA GARA SI AVVIA LENTAMENTE ALLA CONCLUSIONE, CON EDIZIONI DI SCARSO INTERESSE DAL PUNTO DI VISTA SPORTIVO.

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La gara cadde nell’oblio. ma si deve alla tenacia di un team di organizzatori di sole donne, lo Staff99 “capitanate” da Mariella Augello, la rinascita della gara. Nel 1985 per “spianare la strada” e rodare l’organizazione si allestisce uno slalom, cui seguirà dal 1986 al 1992 (eccetto per il 1987) la cronoscalata vera e propria: ad aggiudicarsela furono due volte ciascuno il catanese Enrico Grimaldi ed il marsalese Benny Rosolia. e per una volta il comisano Gianni Cassibba ed il palermitano Gianpaolo Ceraolo.

Dal 1995 il Monte Pellegrino è riserva naturale. L’avventura sportiva voluta nel 1908 da Vincenzo Florio sembrava definitivamente conclusa. Salvo una parentesi fra il 2005 ed il2007 , riservata alle autostoriche. Oggi il Monte Pellegrino è inserito in una riserva naturale; difficile immaginare una competizione di velocità pura – seppure sullo stesso tracciato vi sono disputati un paio di slalom (2008 e 2009) – ma è altrettanto impossibile lasciare cadere nelI’oblio una storia che non è soltanto sportiva ma è legata alle tradizioni ed alla storia della Città di Palermo anche tenendo conto che la strada sia per il tracciato che per la caratteristica pavimentazione a pavé dei tornanti, cosa più unica che rara, è rimasta immutata 1924!

            Il Circuito del Real Parco della Favorita
Targa Florio 1937-1940

L’edizione del 25 Maggio 1937 del Giornale di Sicilia, alla pagina degli avvenimenti sportivi riportava a caratteri cubitali: “ Severi vince la XXVIII Targa Florio “, sul difficile Circuito della Favorita, ieri, un solo motore ha ubbidito alla volontà del suo guidatore. Una sola macchina non ha tradito l’aspettativa. Un solo pilota è stato risparmiato dalla sfortuna: il modenese Severi. E Severi ha vinto la XXVIII Targa Florio.”

Si, perché la Targa Florio, manifestazione automobilistica ideata dalla mente vulcanica di Vincenzo Florio, non ha visto quale magnifica scenografia, delle epiche corse, soltanto il tortuoso tracciato Madonita, ricco di curve e capace di rendere maschere irriconoscibili i volti dei piloti e le auto che vi prendevano parte, ma per un breve periodo dal 1937 al 1940 la più antica corsa automobilistica, ( nel 2016 si festeggerà la sua centesima edizione ) fu corsa su un tracciato ricavato raccordando i viali del Parco della Favorita con la viabilità circostante ad esso.

Erano gli anni in cui Vincenzo Florio, fu costretto ad un esilio forzato e, pur di dare continuità alla corsa, dovette passare il testimone della sua gloriosa manifestazione ai “ nuovi organizzatori “, i componenti del RACI ( Reale Automobile Club d’Italia ) sede Provinciale di Palermo, che si sostituirono alla nobile figura di Vincenzo Florio.

Da quel dì, la corsa dovette scontrarsi con difficoltà d’ordine economico e con problemi di carattere tecnico connessi alla partecipazione delle case automobilistiche e dei concorrenti, interessati a partecipare a corse che, pur meno titolate rispetto alla Targa, erano dotate di ricchi montepremi e della possibilità di ulteriori vantaggi economici ottenibili dagli ingaggi.

Gli “ Organizzatori “, a seguito di varie vicende, si resero conto sulla necessità di riqualificare la competizione che, nelle sue ultime edizioni prima del 1937, vide una scarsa partecipazione di piloti e mezzi per cui fu d’obbligo compiere una scelta decisiva per la vita stessa della competizione: “ o rinnovarsi o perire”. Fu privilegiata la scelta del rinnovamento, e anche se era difficile separare il connubio Targa Florio – Vincenzo Florio – Madonie, la corsa venne trasferita in altra sede, su un circuito meno impegnativo, più “ calmo “ e dalla limitata carica di responsabilità. Così, dalle tortuose strade dell’altipiano delle Madonie, la Targa venne trasferita dal 1937 al 1940 a Palermo, su dei tracciati che percorrevano i viali all’interno del Parco della Favorita e il campo R.A.C.I. ( l’attuale Ippodromo).

La novità non fu soltanto sul circuito ma anche sulla scelta del mezzo meccanico, che era strettamente collegata alla scelta di disputare la corsa all’interno di un circuito. Tali vetture rientravano nella categoria riservata alle macchine di cilindrata fino a 1500 cmc, le c.d. “ Vetturette”, vetture monoposto, con carrozzeria strettamente ridotta al minimo, senza parafanghi e senza tutto ciò che necessitasse per circolare su strade libere.

Le quattro edizioni della Targa Florio “ cittadina “, corse sul circuito del Real Parco della Favorita, furono appannaggio della casa automobilistica che ha come logo il Tridente, ideato da Mario Maserati nel 1914, quale simbolo di classicità, eleganza e potenza. La la Maserati, forte dei mezzi meccanici progettati e dei validi piloti a cui affidare la guida dei propri mezzi, vincerà l’edizione :

XXVIII Targa Florio – I Coppa Principe di Napoli” del 1937 con Francesco Severi al volante di una Maserati 6CM-1500;

XXIX Targa Florio – II Coppa Principe di Napoli” del 1938, con Giovanni Rocco al volante di una Maserati 6CM-1500;

XXX Targa Florio – III Coppa Principe di Napoli ” del 1939 e   XXXI Targa Florio – IV Coppa Principe di Napoli del 1940 con Luigi Villoresi al volante rispettivamente su Maserati 6CM-1500 e Maserati 4CL-1500.

COPPA CITTA’ DI PALERMO

La “Coppa Città di Palermo” si è corsa per un breve periodo all’inizio degli anni 50 su un circuito cittadino ricavato nella zona di Palermo alle falde del Monte Pellegrino, zona voluta da Vincenzo Florio Jr. come luogo dedicato alle attività sportive. La gara partiva dal viale del Fante, una lunga e larga strada che dall’ingresso del Parco della Favorita , costeggiando all’esterno lo stesso parco, dopo avere superato la “Palazzina Cinese” arrivava sino alla piazza dove sorge la splendida Villa Niscemi. La larghezza della strada permetteva la realizzazione di un anello di circa 12 chilometri da percorrere più volte. La gara non ha avuto un seguito nè una storia prestigiosa, avendo mantenuto l’aspetto di competizione locale, ma rimane singolare proprio perchè si è trattato di un circuito cittadino. La rievocazione ha mantenuto il nome e le caratteristiche di circuito cittadino, ma si svolge su un tracciato completamente nuovo e diverso che si dipana nel centro stoico della città tra il teatro Politeama ed il teatro Massimo, simboli di Palermo .

L’Ultima vittoria di Nuvolari 2012: nasce la Monte Pellegrino Historic

Il 10 aprile 2012 il dott. Sergio Lugo, storico argentino della casa automobilistica Cisitalia, dopo avere ritrovato e restaurato con competenza e passione la Cisitalia Abarth di Nuvolari, ha voluto che questa vettura, prima di viaggiare per l’Italia e fare incetta di premi e riconoscimenti alla Mille Miglia storica, al Giro di Sicilia storico, all’Uniques Special Ones, ritornasse a Palermo per ripercorrere gli ultimi otto chilometri della irripetibile carriera sportiva di Tazio Nuvolari.

E’ nata così la manifestazione “L’ultima vittoria di Nuvolari” che ha permesso ad una selezione di appassionati e collezionisti di festeggiare l’amico argentino e di commemorare Tazio Nuvolari, sicuramente il più grande dei piloti che hanno corso la Palermo – Monte Pellegrino, attraverso la posa di una targa in ceramica realizzata dal Maestro Salvo Manuli nel punto in cui il Mantovano Volante partì per la sua ultima gara, un raduno di prestigiose e rare Cisitalia, la salita al Monte Pellegrino di un corteo di auto di valore storico e sportivo ed un convegno su Tazio Nuvolari nei saloni di Castel Utveggio.

Consci di quanto si è riuscito a fare con la spinta della sola passione, si è deciso di dare un seguito alla manifestazione con un Concorso di Eleganza Dinamico, un evento giunto quest’anno alla quinta edizione e divenuto, come testimonia il Premio Speciale ASI come Concorso Dinamico 2016, un appuntamento imperdibile per gli appassionati del motorismo storico ed un’occasione per la città di Palermo di riscoprire il suo Monte e di farlo conoscere al mondo.

Vincenzo Florio cento anni fa aveva scritto il futuro, a noi basta soltanto continuare sui suoi passi.

ADRENALINE24H

 

3 Responses
  1. Antonino

    Non c’e dubbio, per gli appassionati di automobilismo questa è una gran festa una manifestazione importante perchè non solo sportiva ma sopratutto culturale.
    Complimenti e un grazie agli organizzatori che ho notato personalmente, che in questa realizazione mettono tanto tantissimo impegno e non solo.

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