Coppa Borzacchini 2015, il passaggio a Spoleto, non mancate!!!!

Siamo nella prima giornata di gara, dopo la partenza da Terni, con le previste 50 prove cronometrate, subito dopo i primi difficili pressostati a Strettura e prima di quelli di Forca di Cerro,

la Coppa Borzacchini, lambisce la bellissima città di Spoleto, gioiello Umbro, come le tante bellezze storico naturali, che la Coppa Borzacchini, ci porterà a scoprire come ogni anno.

Coppa Borzacchini, 6-7 giugno, valida per il campionato ASI crono liberi, passione, cultura, gastronomia, amicizia…non solo tubi!!!!

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Spoleto La Rocca

L’origine del nome della città è fatto risalire da alcuni alla parola etrusca “spur”, che significa città. Ma i più la attribuiscono al greco “spao lithos”, sasso spaccato. Infatti il colle S. Elia appare proprio come una parte del Monteluco, spaccatasi.

Vi sono tracce che dimostrano come Spoleto fosse abitata fin dalla preistoria, almeno dal VII secolo a.C., dal popolo deglli Umbri. Sono state rinvenuto anche tombe risalenti all’età del ferro.

Spoleto Teatro Romano

Le mura ciclopiche, risalenti al V-IV secolo a.C., fanno pensare ad una città fortificata, eretta in posizione strategica laddove la valle umbra si chiude.

“Spoletium” è diventata colonia romana nel 241 a.C., e si mantenne fedele nel tempo a Roma. Durante le guerre puniche, difese la capitale respingendo Annibale dopo la sua vittoria al Trasimeno (217 a.C.).

Dopo la caduta dell’impero romano di occidente (476 d.C.) Spoletium si avviò al periodo di maggior splendore della sua storia, durato ben 600 anni..

Nei primi anni del 500 la città fu restaurata e le paludi della valle ai suoi piedi furono bonificate.

Nel 545 fu espugnata da Totila, re degli ostrogoti, ma nove anni dopo fu riconquistata restaurata da Narsete che provvide anche a ripristinare parte delle mura.

Spoleto Porta Monterone

Nel 571, col primo Duca, Faroaldo, Spoleto divenne la capitale del Ducato longobardo di Spoleto, costituendo la Langobardia minor insieme al Ducato di Benevento. Qualunque mappa dell’alto e del basso medioevo riporta il nome di Spoleto, sebbene i confini del Ducato, in quel lungo periodo, si modificarono, estesero e ritrassero
Caduti i Longobardi (774), il Ducato passò ai Franchi. Quando l’impero carolingio fu smembrato, i Duchi di Spoleto, Guido III e suo figlio Lamberto, divennero Re di Italia e imperatori del Sacro Romano Impero.

Spoleto Ponte Torri

Nel 1155 Spoleto, ” città dalle cento torri” venne attaccata da Federico Barbarossa, che rinunciò al saccheggio al prezzo di un riscatto. Gli Spoletini lo pagarono recandosi in delegazione nella attuale piazza d’Armi, sede dell’accampamento nemico. Ma,secondo la leggenda, la moneta era falsa, cosicchè il Barbarossa attaccò e distrusse la città. Più tardi le delegazioni raggiunsero un accordo e Barbarossa, in segno di pace, regalò alla città l’icona della Madonna, tutt’ora custodita in Duomo.

Spoleto Teatro Romano

Spoleto fu teatro di lotte tra Guelfi e Ghibellini, non diversamente da tante altre importanti città in epoca tardo medioevale. Papa Innocenzo III, nel 1198, la dichiarò annessa allo stato della Chiesa, cosicchè questo anno è convenzionalmente assunto come quello della fine del Ducato.

Quando la cattività Avignonese (1309 / 1377) disgregò lo Stato, fu inviato in Italia da Papa Innocenzo VI il  cardinale Egidio Albornoz che comprese l’importanza strategica del sito. Così da Forlì, ove si trovava per combattere gli Ordelaffi, nel 1362 ordinò per lettera la costruzione del più imponente castello della collana delle fortezze albornoziane.
L’architetto Matteo di Giovannello da Gubbio, detto il Gattapone, la ultimò in soli 5 anni.

Nel Rinascimento Spoleto alternò periodi di vigore a periodi di regresso. Ero comunque una importante sede dello Stato Pontificio: ben due papi, Urbano VIII e Pio IX, erano stati arcivescovi di Spoleto.
Durante l’occupazione francese, Spoleto fu capoluogo del Dipartimento del Clitunno e poi di quello del Trasimeno
Dalla Restaurazione (1814) fu sede di una Delegazione Pontificia.

Il 17 settembre 1860, tre giorni prima della breccia di Porta Pia, il generale piemontese Filippo Brignone entrò a Spoleto, conquistando la città al nascente Regno d’Italia.

Il nuovo Stato italiano, però, privilegiò Perugia come capoluogo della provincia che inglobava anche il territorio spoletino.

La Città di Spoleto ed il suo territorio presentano una stratificazione di testimonianze del millenario evolversi della natura, della società umana e del rapporto tra questa e l’ambiente, in una parola della Cultura.
Se ne infatuarono “turisti” d’eccezione come Michelangelo Buonarrotiche al Vasari scriveva “Ho avuto piacere nelle montagne di Spoleto a visitare quei romiti di modo che io son tornato men che mezzo a Roma perché veramente non si trova pace se non nei boschi“. Giosuè Carducci, prima, e Gabriele D’Annunzio, poi, utilizzarono la loro poesia per decantare le bellezze del paesaggio spoletino. Pittori come l’inglese William Turner, l’americanoEdward Peticolas o il danese Johan Ludvig Lund schizzarono nei loro taccuini pregevoli paesaggi e vedute della città. Il romanziere francese Stendhal espresse grande ammirazione per “la passeggiata”, il tratto di strada, oggi Viale Matteotti, che dal centro storico si insinua tra il verde dei colli circostanti. Spoleto e in particolar modo il Ponte delle Torri ispirarono lo scrittore tedescoJohann Wolfgang Goethe, in una delle pagine più belle del suo Viaggio in Italia.StoriaSpoleto, città antichissima, sorge ai piedi del Monteluco, luogo di antichi eremi.
Fu un florido municipio romano i cui segni sono ancora evidenti nell‘Arco di Druso e Germanico (23 d.C.), nel Teatro Romano (I sec. d.C.) e nella Casa Romana. Dal IV secolo divenne sede episcopale sviluppando una solida organizzazione ecclesiastica. La città, svolse, poi, un ruolo politico fondamentale poco dopo l’arrivo dei Longobardi in Italia. Faroaldo costituì il Ducato longobardo di Spoleto. Il Ducato dell’Italia centrale con capitale a Spoleto rimase largamente indipendente fino al 729 d.C., quando si assoggettò al re longobardo. La Basilica di San Salvatore, posta ai margini della città, edificio eccezionale e straordinariamente conservato, dagli ultimissimi studi sembra doversi associare al periodo dell’indipendenza spoletina; comunque manifesta in maniera evidente quella predilezione per l’architettura di prestigio riscontrabile in tutti gli altri Ducati, al Nord e al Sud, espressione delle aspirazioni longobarde. Il “maggiore monumento spoletino dell’antichità”, secondo Sordini, dal 25 giugno 2011 fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO, insieme ad altre sei importanti testimonianze monumentali italiane di epoca longobarda.
L’ultimo periodo di grande prestigio si ebbe quando Spoleto divenne capoluogo del dipartimento del Trasimeno, da Rieti a Perugia, tra il 1808 e il 1815, durante l’Impero Napoleonico.

Nel secondo dopoguerra la crisi delle miniere di lignite e la crisi delle produzioni agricole fece conoscere alla città la migrazione della popolazione verso diversi paesi europei. In quegli anni di dura crisi, si gettarono le basi del futuro e si diede il via a manifestazioni a cui il prestigio e lo sviluppo della città sono, ancora oggi, fortemente legati: nel 1947 fu fondato il Teatro Lirico Sperimentale, nel 1952 fu inaugurato il Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo e nel 1958 si svolse la prima edizione del Festival dei Due Mondi. Grazie a questi eventi la Città si è conquistata un ruolo di importanza internazionale nel mondo artistico e culturale e le attività connesse hanno assunto un ruolo primario nell’economia locale.

Fonte sito Comune di Spoleto e myspoleto.it

Il percorso Coppa Borzacchini 2015

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