La Corsa di Alcide 2015, sosta a Porto Ercole 1^ tappa

La prima parte di giornata della gara La Corsa di Alcide, si ferma a Porto Ercole, bellissima località sullo splendente mare della Maremma Toscana, nell’arcipelago dell’Argentario

Dopo le fatiche della mattina, chilometri e pressostati, si spengono i crono, si mette via il road book e ci godiamo una sosta, con un “pranzetto” a base di pesce…..un rifornimento di fosforo, utile alle prove pomeridiane, ma purtroppo bisognerà bere poco vino, per la guida e per evitare di vedere ….un doppio tubo….

La Corsa di Alcide è anche questo, mare, gastronomia e cultura.

Il resto: 550 chilometri, 80 prove cronometrate, 3 prove a media con classifica separata, prove su sterrato, valida per il campionato ASI regolarità auto storiche crono liberi, serve altro?

Iscrivetevi e viviamo insieme la “Sfida Toscana”.

Porto Ercole si trova sul lato orientale del Promontorio dell’Argentario, a poco più di 40 km a sud-est di Grosseto, a circa 7 km a sud-ovest di Orbetello e circa 12 km da Porto Santo Stefano.

La storia di Porto Ercole ha inizio già in epoca etrusca, come testimoniato dai numerosi reperti trovati nelle zone limitrofe. In seguito, il piccolo centro etrusco fu conquistato dai Romani e trasformato in porto (una colonna di quell’epoca è stata ritrovata nel porto). Si ipotizza che il bastione di Santa Barbara sia stato un faro bizantino.

Si hanno notizie di Porto Ercole anche in età medievale: infatti è citato nella donazione (falsa) di Carlo Magno all’abbazia delle tre fontane di Roma. Nell’anno 1296 Margherita Aldobrandeschi, contessa di Sovana, fece erigere una torre quadrata chiamata Torre di Terra, il primo nucleo di quella che sarà la Rocca di Porto Ercole. Nel ‘300 il territorio fu ereditato dagli Orsini, i quali ampliarono e fortificarono la Torre. Nello stesso periodo sorse il primo nucleo della futura chiesa di Sant’Erasmo, identificabile nel coro dell’attuale chiesa. Nel XV secolo il porto fu comprato dalla potente Repubblica di Siena, che consolidò il preesistente edificio medievale, innalzò le mura che ancora oggi cingono il borgo (importante traccia è il portale gotico sormontato da un campanile) e costruì alcune delle torri costiere che ancora persistono sulla costa argentarina. Con Siena Porto Ercole fiorì.

Con le pretese sull’Italia di Francia e Spagna, Porto Ercole si trovò nel bel mezzo della contesa. Infatti, con l’alleanza di Firenze con la Spagna e di Siena con la Francia, a Porto Ercole si svolse un’importante battaglia, ovvero “la Presa di Porto Ercole”, raffigurata dal Vasari nella Sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Poco prima della battaglia il paese fu munito da Piero Strozzi di altre otto fortificazioni, oltre a quella già esistente: forte della Galera, forte di Santa Barbara, forte Sant’Elmo, forte Stronco, forte Guasparrino, forte dell’Avvoltoio, forte Sant’Ippolito e forte Ercoletto, situato sul vicino Isolotto. Di queste fortificazioni non rimane alcuna traccia, solo la Rocca sopravvisse.

Con la disfatta di Siena e della Francia, il Porto fu annesso al nuovo Stato dei Reali Presidi di Spagna, costituito dalla Pace di Cateau-Cambrésis. La Spagna si occupò della fortificazione del porto, ampliando la Rocca Senese e costruendo altri tre forti: Forte Filippo, Forte Stella e Forte Santa Caterina.

Con il buon governo spagnolo Porto Ercole conobbe il massimo splendore e divenne un porto a livello europeo. Il 18 luglio 1610 vi trovò la morte Michelangelo Merisi da Caravaggio che secondo un documento, sarebbe morto di malattia nell’ospedale di Santa Maria Ausiliatrice,[2] forse l’attuale chiesa sconsacrata di Santa Croce. Nel Settecento sorse nella parte opposta del porto il quartiere chiamato “Le Grotte”. Con la dissoluzione dello Stato dei Presidi da parte di Napoleone il paese conobbe un lento declino. Il porto rinacque come meta turistica con la visita dalla regina Giuliana d’Olanda. Attualmente è una meta turistica di prima scelta. Luoghi di interesse storico e artistico sono certamente i quattro forti, in special modo il Forte Stella,[3] con la sua pianta stellare a sei punte, e le chiese di Sant’Erasmo e di San Rocco. Del governo senese il borgo conserva la cinta muraria, con la porta ad arco gotico a sesto acuto sormontata da campanile sostenuto da beccatelli.

Provenendo dalla strada principale, prima di raggiungere il paese si erigono due fortificazioni che facevano parte del sistema difensivo del promontorio, il cinquecentesco Forte Filippo, la coeva Torre del Mulinaccio e il settecentesco Forte Santa Caterina. Il nucleo storico è racchiuso all’interno della cinta muraria eretta dai Senesi nella seconda metà del XV secolo sulle preesistenti strutture di epoca aldobrandesca; l’accesso è possibile attraverso una porta Gotico cortese sormontata da una bertesca con la Torre dell’Orologio.

Il Palazzo dei Governanti si affaccia sulla suggestiva Piazza di Santa Barbara, dalla quale si domina il porto. Il fabbricato fu fatto erigere da Agostino Chigi nei primi anni del Cinquecento, quando prese in affitto Porto Ercole dalla Repubblica di Siena, sotto progetto di Baldassarre Peruzzi. In seguito fu usato come dimora dai governatori spagnoli. Sul lato della piazza che guarda verso il mare, si trova il quattrocentesco Bastione di Santa Barbara.

Attraverso una serie di vicoli si sale nella parte più antica del paese e si raggiunge la Chiesa di Sant’Erasmo, che custodisce al suo interno le tombe dei governanti spagnoli.

Degno di nota è anche il Giardino Corsini, nel quale si trovano numerose rarità botaniche tropicali e subtropicali che sono riuscite ad acclimatarsi perfettamente grazie allo straordinario microclima della zona.

Il paese è dominato dalla poderosa Rocca, raggiungibile attraverso una deviazione dalla strada panoramica: la fortificazione, è stata costruita a più riprese tra il periodo medievale e l’epoca rinascimentale attorno a strutture preesistenti. All’angolo nord-orientale della rocca si eleva l’ottocentesco Faro di Porto Ercole.

Proseguendo lungo la strada panoramica, dopo aver superato la discesa per la Spiaggia delle Viste di fronte all’Isolotto, si raggiunge la zona dello Sbarcatello, dominata dall’imponente mole del cinquecentesco Forte Stella, possente ma elegante fortificazione a sei punte, ciascuna delle quali svolgeva in passato funzioni di avvistamento nell’ambito del sistema difensivo dello Stato dei Presidii: dalle antiche postazioni di guardia è possibile scorgere ancora oggi un panorama mozzafiato. Su un’altura a nord-ovest del Forte Stella e a ovest dell’abitato di Porto Ercole sorge la quattrocentesca Torre dell’Acqua, mentre lungo la costa a ovest è distinguibile in posizione dominante la più lontana Torre Avvoltore.

Al suo patrimonio artistico si aggiungono le due chiese di Sant’Erasmo e di San Rocco. La prima si trova all’interno delle antiche mura e si estende per due navate, una principale ed una più piccola rivolta verso il mare. La facciata è in stile toscano molto semplice. L’interno è severo e solenne: per mezzo del portale si accede alla navata principale, dove sul lato destro vi è un pulpito del settecento. Le capriate che sorreggono il tetto sono originali del seicento. Sul presbiterio vi è un bellissimo altare barocco in marmi policromi. Il coro dietro l’altare presenta una serie di scranni seicenteschi ed una volta a crociera riccamente affrescata, dove vi sono raffigurati nelle vele gli Evangelisti, e in una lunetta i Santi Erasmo (patrono del paese) e Rocco. La navata laterale presenta una serie di cappelle affrescate, dove spicca su un altare barocco un’assunzione della Vergine Maria con i Santi Rocco e Pietro di Alcantara, di scuola napoletana. La prima cappella è dedicata a Sant’Erasmo, con uno splendido altare dipinto. La statua del patrono è realizzata in cartapesta, con un pastorale d’argento del Settecento. La chiesa di San Rocco è situata fuori le mura, precisamenta alle porte del paese nuovo, arroccata su uno sperone di roccia. L’interno è ad una navata, con volta a botte riccamente affrescata ed uno splendido altare dipinto. Sopra il portale vi è una lapide fatta affliggere anticamente da don Antonio Perez, al termine del primo restauro. All’interno vi è anche un affresco raffigurante San Rocco e il cane.

Dati storico geografici fonte Wikipedia.

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