Alfa Romeo 6 C l’Alfa degli anni ’20.

Con L’Alfa Romeo 6C, Adrenaline24h, inizia, il suo tributo alla Mille Miglia,

con una serie di “articoli”, che avranno come oggetto, alcune delle auto che, hanno fatto la storia della “Corsa più bella del mondo”. Questi profili storici, ci accompagneranno dentro l’evento, per avere qualche notizia in più e vivere l’evento com’era dagli albori fino alla suo epilogo.

Alfa Romeo 6C è la denominazione, presentata nel 1925, che nelle varie versioni ed evoluzioni è stata prodotta negli stabilimenti della casa milanese dal 1927 al 1950.

La sigla “6C” è l’acronimo di sei cilindri e descrive il frazionamento del motore che equipaggia le vetture, la cui progettazione è dovuta a Vittorio Jano, importante uomo Alfa Romeo, che ha fatto la storia dei  motori esacilindrici in linea, montati dalla 6C 1500.

Nell’autunno del 1924 non si era ancora spenta l’eco dei trionfi della Alfa Romeo P2, che il Cav. Vittorio Jano riceveva dell’Alfa Romeo l’invito ad iniziare gli studi di una vettura di media cilindrata e dalla brillanti prestazioni. Nell’Aprile del 1925 venne presentato al Salone dell’auto di Milano e successivamente anche a Parigi e Londra, il primo chassis era inizialmente denominato NR, in omaggio all’ing. Nicola Romeo ed in seguito 6C 1500.

Le prime versioni, la 6C 1500 Young del 1927 e la 6C 1500 Touring del 1928 (dai nomi del carrozziere inglese James Young e della carrozzeria italiana Touring) montavano un sei cilindri in linea con un solo albero a camme in testa e aveva 1.500 cc di cilindrata, capace di sviluppare 54 CV e far raggiungere all’auto i 125 Km/h. Il motore di Jano benché piccolo di cilindrata riusciva a sviluppare una così grande potenza proprio a causa della ridotta cilindrata unitaria (250cc) che aveva aumentato del 200% circa la resa termica rispetto agli standard dell’epoca.

Le versioni Sport del 1500 Alfa Romeo furono dotate quasi subito di un doppio albero a camme in testa e di un sistema di sovralimentazione permettendo alla 6C 1500 di poter vincere nel ’28 la Mille Miglia, la 24 Ore di Spa, la Targa Florio e il circuito di Modena. Erano uscite così, nel 1928 le 6C 1500 Sport (carrozzata Young) da 76 CV e 140 km/h.

Alfa Romeo 6c Gran Sport Spyder

La 6C 1500 Sport Spider del ’28 fu appunto la prima spyder dell’Alfa Romeo e una versione di essa venne chiamata 6C 1500 NR in onore di Nicola Romeo che abbandonava la guida dell’azienda. Il piccolo motore da 1500 cm³ stimolò l’intraprendenza di molti carrozzieri che sfornarono varie altre versioni della 6C.

Fra le versioni più potenti vi fu la 6C 1500 Sport compressore Zagato del ’29 guidata da Antonio Ascari e da Giuseppe Campari. In totale del modello 1500 vennero prodotti 1.075 esemplari.

Nel 1928 venne realizzata la versione Sport Castagna Torpedo equipaggiata con un propulsore DOHC (Double OverHead Camshaft, doppio albero a camme in testa) da 54 cv di potenza. Venne costruita in 171 esemplari, di cui alcuni utilizzati anche come vetture stradali.

 

Nel 1929 entrò in produzione la versione successiva della vettura con la cilindrata del motore aumentata a 1.752 cm³ da cui il nome di Alfa Romeo 6C 1750. Esteticamente non vi furono modifiche importanti e la 1750 rimase in produzione sino al 1933 continuando anche a dominare il mondo delle corse del tempo grazie al suo propulsore ora in grado di erogare 85 CV anche nelle versioni destinate alla vendita. Tra le più famose 6C 1750 sono da ricordare le versioni “Gran Sport Zagato”, dotate di compressore e riconoscibili dai singolari 3 fari centrali supplementari in colore rosso. Alcuni esemplari furono costruiti anche in versione Spyder.

La “6C 1750 Gran Sport” del 1930 (carrozzeria Zagato) fu la vettura, che alla Mille Miglia del 1930, diventò leggenda: su questa vettura, Tazio Nuvolari e Giovanni Battista Guidotti, vincitori dell’edizione del 1930, in cui il pilota mantovano battè il record dei 100 km/h di velocità di media e fu protagonista nella lotta con Achille Varzi, anch’esso pilota su Alfa Romeo 1750, del leggendario “sorpasso a fari spenti” a danno del pilota di Galliate.

Oltre alla versione Gran Sport, la Zagato produsse anche 52 modelli tra il 1929 e il 1930 in versione Super Sport. Esse erano per lo più costruite in versione spider, e sei esemplari furono dotati di particolari modifiche al propulsore che permisero il raggiungimento della potenza di 95 cv. Una Gran Sport danneggiata venne modificata dalla carrozzeria Aprile per mano del conte Revelli di Beaumont nel 1931. La particolarità di questa nuova vettura era la linea estremamente aerodinamica simile a quella delle vetture Grand Prix.

Oltre ai modelli speciali prodotti dalla Zagato, anche la carrozzeria Castagna realizzò 652 modelli in varie versioni basandosi sulla 6C 1750.

Non fece eccezione la Touring di Milano, che realizzò alcuni modelli basati sulla 6C 1750. Tra questi, la Gran Sport ‘Flying Star’, costruita appositamente per il concorso d’eleganza di Villa d’Este tenutosi nel 1931. Dotata di telaio di derivazione Isotta Fraschini, si distinse per la sua linea e vinse la Coppa d’Oro come auto più bella.

Alfa Romeo 6c 1500 SS Alfieri-Cella Mille Miglia 1932

In Francia il carrozziere Giuseppe Figoni costruì un esemplare unico di 6C 1750 con carrozzeria coupé a goccia. Questo modello vinse due Prix d’Honneur ai concorsi di eleganza di Nizza e Monaco del 1934. Appositamente modificata, la vettura venne schierata anche a Le Mans, dove ottenne un sesto posto assoluto nella classifica finale. Alla fine della corsa, le fu rimontata la carrozzeria stradale.

Nei quattro anni in cui rimase in produzione ne vennero realizzati 2.259 esemplari.

Nell’ultimo anno di produzione della 1750 venne anche introdotta la nuova versione Alfa Romeo 6C 1900 dove la cilindrata è portata a 1917 cm³ e su cui è stato introdotta per la prima volta la testata in lega leggera. Gli esemplari prodotti in totale furono 197.
La successiva versione della 6C fu l’Alfa Romeo 6C 2300 presentata nel 1934 e rimasta in produzione fino al 1937. Questa evoluzione presentò molte novità importanti tra cui, prima in Europa, le sospensioni a ruote indipendenti. In totale vennero prodotti 1.606 esemplari tra autotelai (nudi) e vetture.

Un esemplare del tipo Pescara spider, disegnato dalla carrozzeria Touring, venne commissionato nel 1935 da Benito Mussolini, il quale la impiegò fino al 1939. Nel 1936 la vettura prese parte alla Mille Miglia pilotata da Ercole Boratto, l’autista del Duce, giungendo 13º assoluta.

La Pininfarina realizzò una berlinetta fuoriserie, utilizzando il telaio 6C 2300B, che vinse il Concorso di eleganza di Torino del 1937. La vettura si distingueva per il particolare design aerodinamico eseguito da Mario Revelli di Beaumont.

In occasione del salone automobilistico di Ginevra del 1938, il carrozziere svizzero Worblaufen realizzò una propria versione personalizzata della 2300. In configurazione cabriolèt, l’auto era dotata di carrozzeria in alluminio e interni in pelle.

La 6C 2300 venne poi sostituita dalla Alfa Romeo 6C 2500, ultima vettura della serie prodotta dalla casa di Arese prima della seconda guerra mondiale e ripresa nel primo dopoguerra fino al 1950 in circa 2.800 esemplari. Di questi, 680 vennero costruiti nella versione Freccia d’Oro, cioè il modello berlina da 5 posti dotato di un propulsore da 90 cv abbinato ad un cambio manuale a quattro marce che le garantiva una velocità massima di 155 km/h. La 2500 fu l’ultima versione della serie 6C e venne ritirata dal mercato per far posto alla nuova Alfa Romeo 1900.

Della serie 6C vi furono anche versioni speciali, come la 6C 2500 SS (Super Sport), disegnata da Bertone, che vinse anche la Coppa d’oro al concorso d’eleganza Villa d’Este nel 2011, e la sua erede Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este disegnata dalla carrozzeria Touring di Milano che vinse nel 1949, sempre a Villa d’Este, il Gran Premio Referendum.

La 2500 venne anche portata in gara nella versione Competizione. Progettata a partire dal 1946, la vettura era più piccola rispetto ad una SS, aveva una nuova configurazione degli ammortizzatori e aveva 145 cv di potenza. Benché l’aerodinamica fosse interamente disegnata a mano, la 6C raggiungeva oltre 200 km/h di velocità massima. A causa della scarsità di materiali dovuti alla guerra, la versione Competizione fu portata in gara solo nel 1948. Vinse sul Circuito di Pescara nel 1949, pilotata da Franco Rol, arrivò terza alle Mille Miglia del 1949 e del 1950, e si aggiudicò la Targa Florio dello stesso anno 1950.

Della 2500 S venne creata anche una versione carrozzata dalla Touring di Milano e dotata di un propulsore da 105 cv di potenza.[12]Sempre la carrozzeria milanese costruì diversi esemplari della versione S in configurazione cabriolèt e berlinetta nel 1939.

Anche la SS venne rielaborata nel design con un modello unico prodotto nel 1943.

Basandosi su un’Alfa Romeo 6C Tipo 256 da competizione, la carrozzria Pininfarina ha realizzato una one-off (esemplare unico) in versione spider stradale nel 1940. Nel 1942 è stata invece la Bertone a costruire un esemplare unico su base 6C 2500 SS. Progettata da Mario Revelli di Beaumont, aveva il serbatoio molto più grande delle altre Alfa Super Sport.

Per gli Stabilimenti Farina venne costruita una one-off basata sulla versione S da Giovanni Michelotti nel 1947. Nello stesso anno la Ghia produsse 4 modelli speciali cabriolet della S disegnati da Mario Felice Boano.

Nel 1939, su richiesta del Ministero della Guerra, venne realizzata, a partire dalla versione 2500, una vettura militare per il trasporto di alti ufficiali e membri del governo, denominata Alfa Romeo 6C 2500 Coloniale.

Nel 1952 venne realizzata la 6C 3000 CM, modello creato esclusivamente per gareggiare, ottenendo molti successi sportivi.

Fonte Wikipedia

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