Aveva iniziato da poche settimane il suo quarto mandato da presidente Angelo Sticchi Damiani, ma nelle ultime ore è arrivata la doccia gelata: nonostante lo scorso febbraio l’Assemblea Generale dell’ACI avesse indetto le elezioni del nuovo presidente, convinta di poter evitare la nomina di un Commissario, quest’ultima soluzione pare ormai inevitabile. Angelo Sticchi Damiani è stato dichiarato decaduto dal governo dal ruolo di presidente dell’Aci.
E si fa già il nome di chi potrebbe prendere in carico la direzione dell’ente fino alle prossime elezioni, che dovrebbero tenersi il prossimo 9 luglio: si tratterebbe di Tullio Del Sette, 73 anni, ex-comandante generale dell’arma dei Carabinieri.
La volontà di commissariare l’ente di Via Marsala arriva direttamente dal Governo Meloni, desiderosa di segnare un taglio netto rispetto alla gestione di Sticchi Damiani, la cui presidenza non avrebbe dovuto e potuto essere confermata per più di due volte.
Non è chiaro se al Commissario saranno attribuiti ampi poteri o opererà ad Acta, svolgendo quindi solo compiti di ordinaria amministrazione. Una questione cruciale perché sul tavolo ci sono ad attendere con urgenza diverse “patate bollenti”, dalla salvaguardia dei due GP di F1 di Monza e Imola al rinnovo del Rally di Sardegna in scadenza, ai 50 milioni di euro da versare all’erario come da articolo 116 della Legge di Bilancio 2025, agli accordi economici con Liberty Media per i due gran premi nazionali.
Dopodiché, a luglio, la scelta tra quelli che, al momento, sarebbero soltanto due nomi: Giuseppina Fusco, direttrice di AC Roma e Geronimo La Russa, direttore di AC Milano, al momento dato per favorito e sul quale potrebbero convergere le diverse correnti interne ad ACI nel tentativo di ricompattare e dare nuova forza all’ente.


































