Sempre più tortuosa la strada per la creazione della Fondazione Mille Miglia, progetto per «blindare» la Mille Miglia legandola in maniera ancora più stretta e duratura alla sua città, Brescia. Sembrava cosa fatta dopo il protocollo stipulato nel 2024 dai tre attori coinvolti, ovvero il Comune di Brescia, ACI Brescia, a cui appartiene la 1000 Miglia srl, società che organizza la gara, e il Museo Mille Miglia, pure con sede a Brescia.

Stando a quanto riportato dal Giornale di Brescia, Il Giorno e Brescia Today, le trattative si erano avviate con dichiarazioni d’impegno generico, alle quali tutti e tre gli enti avevano reagito positivamente. Il meccanismo si è inceppato quando il 18 novembre l’associazione Amici del Museo Mille Miglia ha comunicato la non sottoscrizione del voto. E di conseguenza la Giunta del Comune di Brescia ha deciso di revocare la delibera, risalente al 7 agosto, che approvava la proposta per un protocollo d’intesa «finalizzato alla valorizzazione territoriale della manifestazione denominata “Mille Miglia”»: nei fatti, la creazione della Fondazione Mille Miglia.
La firma del protocollo doveva essere una mera formalità, visto che il cda del Museo, guidato da Giuseppe Ambrosi, aveva già manifestato la sua volontà di procedere. Nel passaggio in assemblea, però, è emerso il malcontento di parte della platea e alla fine il Museo ha fatto marcia indietro, mettendo Ambrosi nelle condizioni di rassegnare le proprie dimissioni. Formalmente il Museo non ha ancora fornito motivazioni, attese per la fine della prossima settimana.
Il parere del Comune
«Il Comune non fa inversione di marcia e non si chiama fuori – commenta la sindaca di Brescia Laura Castelletti – la nostra priorità è tenere ancorati alla città la gara e il suo marchio, che rappresentano la nostra storia e ci danno lustro internazionale, con ricadute turistiche ed economiche. Bisognava essere in tre rispetto al protocollo d’intesa, la Loggia ha fatto bene il suo lavoro, ci siamo mossi in maniera lineare. Ci siamo impegnati con ACI e con il Museo in un percorso di tutela di un patrimonio che appartiene ai bresciani, ma anche ai tanti che nella manifestazione hanno investito in termini di progettualità. Ci tengo a precisare che nessuno ha fatto fughe in avanti: il provvedimento era stato concordato con entrambi gli altri interlocutori coi quali ci ritroveremo spero a breve. La Fondazione ha subìto un arresto, ma si continua a lavorare per consolidare la presenza territoriale della corsa».

ACI Brescia valuta alternative
Amarezza espressa anche da Aldo Bonomi, presidente di ACI Brescia nonché ideatore del progetto della Fondazione, che, dopo questa battuta d’arresto, ha fatto uscire l’AC dal consiglio di amministrazione del Museo. Bonomi da tempo esprime preoccupazione per la politica di accorpamenti regionali attuata dall’Automobile Club nazionale nell’ottica di riduzione dei costi: nel caso lombardo la struttura unica sarebbe a Milano, che acquisirebbe quindi oneri e onori della struttura bresciana, Mille Miglia compresa, esattamente ciò che Aldo Bonomi punta ad evitare con la creazione della fondazione. «Se la politica non ci vuole seguire per la fondazione andiamo da soli – è la reazione di Bonomi – e se non si può fare quella fondazione, troveremo senz’altro una via alternativa per il bene di Brescia. Qualche cosa ce l’ho già in mente». Tra i partner non ci sarà certamente più il Museo, con il quale la rottura è ormai definitiva: all’ex monastero di Sant’Eufemia, struttura di proprietà del Comune di Brescia dove il Museo ha sede, è già stata recapitata la richiesta formale con la quale l’ACI Brescia, a decorrere dal 16 gennaio, revoca la possibilità di utilizzare la denominazione «Mille Miglia».




































