Pit Stop: Karmann-Ghia, storia di una tartaruga che piace

In questi giorni di 46 anni fa lascia definitivamente le catene di montaggio una delle Volkswagen più “sportive” mai prodotte, la Karmann Ghia.

Il nome bizzarro e complicato del modello deriva dal fatto che si tratta di un’autovettura venduta da Volkswagen ma stilizzata da Ghia e assemblata, tra il 1955 ed il 1974, dalla carrozzeria Karmann.

Il progetto prende vita all’inizio degli anni cinquanta, quando Volkswagen decide di aggiungere alla propria gamma, all’epoca piuttosto sguarnita, una variante sportiva da affiancare al Maggiolino. Da questo avrebbe ereditato l’intera meccanica con motorizzazione da 1,2 litri, l’unica disponibile all’epoca a Wolfsburg.

I lavori vengono avviati nel 1951 in collaborazione con la carrozzeria tedesca diretta da Wilhelm Karmann, ma i risultati non convincono la committenza.

È per puro caso, o almeno è questo che la storia racconta, che al Salone di Parigi del 1953 Ghia presenti un prototipo di coupé dalle linee sportive su base Maggiolino.

Karmann, in difficoltà con la dirigenza VW, ne resta impressionato e decide di coinvolgere Ghia nel progetto.

I due propongono la nuova soluzione a Heinrich Nordhoff, direttore generale della Volkswagen, che la approva immediatamente, dando così il via alla fase di sviluppo per la produzione.

I lavori durano un anno circa, e nel 1955 la strana coupé con tre “padri” viene presentata al pubblico col nome di 1200 Karmann-Ghia (1200 all’epoca è il nome ufficiale del Maggiolino). La nuova carrozzeria, attraente e proporzionata, dissimula perfettamente la meccanica, invariata, del Maggiolino.

Di conseguenza, anche le prestazioni, decisamente modeste, sono le stesse della popolare berlina VW, piuttosto inadeguate per una vetture dalle linee tanto promettenti: il motore da 1192 cc eroga infatti appena 34cv, appena sufficienti per portare la nuova coupé ad velocità massima di 115 km/h, dopo aver impiegato oltre 25 secondi per raggiungere i 100 km/h.

Eppure, nonostante ricordi un po’ una tartaruga nelle forme ma soprattutto nelle prestazioni, la comunicazione gioca molto sull’aspetto da GT della vettura, e la Karmann-Ghia piace, e tanto.

Nel 1957 viene lanciata la versione cabriolet, che affianca la coupé con la quale condivide la meccanica.

I due modelli subiranno negli anni un’evoluzione parallela, sia meccanicamente che esteticamente, che le vedrà diventare sempre più “importanti” esteticamente ma al contempo meno pulite e aggraziate.

Il motore salirà progressivamente di potenza fino a toccare i 1,6 litri per 54 cavalli, ma la Karmann-Ghia non diventerà mai una sportiva davvero brillante.

Chiuderà la sua carriera dopo circa vent’anni, in una calda giornata di luglio del 1974, passando alla storia come una fuoriserie affascinante e accessibile. E lo è ancora oggi.

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