Lancia Aurelia… mito senza tempo!!!

La mostra  dei “70 anni della Lancia AURELIA – 1950 – 2020 ” in corso al MAUTO di Torino vuole ritornare a quella “Prima della Prima” di Primavera di tanti anni fa , ricordando agli appassionati lancisti, amici ed autorità i tanti calici alzati in onore della neonata “Aurelia” nella dependance di Corso Emanuele II a Torino. E’ il momento di festeggiare adeguatamente un modello della nostra produzione automobilistica considerato uno dei più moderni, sofisticati e ricercati dell’offerta mondiale del dopoguerra, all’avanguardia in fatto di innovazioni tecnologiche .

L’atmosfera ricreata al MAUTO  è quella effervescente degli anni ’50/60 , caratterizzata  da quel grande fervore creativo che regna in quel periodo  in tutti i settori e in specie in quello dell’’auto.

Pure i vari TOTEM  scenografici a tema che accompagnano il visitatore lungo il percorso   espositivo mettono in risalto  le tante storie di quegli anni legati al mondo dell’Aurelia, gli pneumatici Cinturato Pirelli e gli equipaggiamenti sportivi di Enrico Nardi dedicati proprio a questa vettura .

Al primo piano espone nella sala Morphin le varie Aurelia corredate da fotografie e cartoline del tempo che descrivono la storia e l’atmosfera dell’auto in quegli anni favolosi , insieme a  filmati , manifesti e musica a tema.  Ti viene incontro la Lancia Aprilia Bilux creata alla fine degli anni ’40 da Pinin Farina che studia prospettive più avanzate di forme,   con fiancate e parafanghi a superfici  continue , integrando la tipica griglia Lancia con la forma rastremata della carrozzeria.

E’ una Bilux simile a quella esposta , pure dello stesso colore , che Gianni Lancia, Vittorio Jano e Francesco De Virgilio  utilizzano per collaudare il nuovo motore 6 cilindri a Vu di 45°, il primo al mondo,  poi aumentato a 60°, destinato all’Aurelia.

Lancia Aprilia Bilux  Pinin Farina  –     (Foto di Aubay Italia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ing. Francesco De Virgilio, Vittorio Jano e Gianni Lancia durante i test svolti sull’Aprilia Bilux prototipo, nei dintorni del Lago Maggiore. (Foto dall’archivio di De Virgilio)

Lo spirito dell’Aurelia – “Mito senza tempo” –  aleggia tutt’attorno di nuovo irresistibile e ti avvolge completamente man mano che procedi lungo la mostra, risvegliando il fanciullo che è dentro di te. Sei attratto dalla supremazia della meccanica dell’Aurelia, quali la bellezza del blocco motore in alluminio fuso in conchiglia , vero pezzo d’artista, la precisione di ogni singolo ingranaggio del gruppo cambio-trasmissione, l’efficacia delle quattro sospensioni a ruote indipendenti, l’architettura del nuovo motore sei cilindri Vu a 60°, primo al mondo.

La nuova berlina media Lancia viene presentata al 32° Salone dell’auto di Torino nella primavera del 1950 : si chiama AURELIA , con il numero di progetto costruttivo B10. Motore a  6  cilindri a V di 60° Cilindrata 1.754 cc , cavalli 56. Verrà prodotta in  5.451 esemplari tra il 1950 ed il 1953.

Nello stesso periodo vengono inoltre approntati  768 autotelai per la produzione delle “fuoriserie”.

LANCIA AURELIA  berlina  B10   (1950 – 1953 )

 (Foto di Aubay Italia)

 Vettura esposta : Lancia AURELIA B10 berlina –  telaio n. 2126.

 

 

 

 

 

(Foto di Aubay Italia)

A metà degli anni ‘50 l’Aurelia è sempre sotto i riflettori, a dimostrare che ciò che è bello è anche valido, funziona bene. Concretezza e severità del modello si scontrano con la ricerca di molti stilisti del tempo, influenzati dalle forme opulente che arrivano dagli Stati Uniti.  Ma anche dall’altra parte dell’oceano si guarda alla sobria eleganza dell’auto italiana e ci si prepara a voltare pagina.

L’ultima Aurelia berlina è la B12 che dopo le B21 e B22, entrambe di 1991 cc. di cilindrata e rispettivamente da 70 e 90 cavalli, conclude la rincorsa frenetica a cavalli e prestazioni, puntando invece al comfort, alla dolcezza di guida,  in linea con le direttive dei nuovi vertici di Borgo San Paolo. Le modifiche apportate vanno in questa direzione : la cilindrata passa a 2,266 litri da 87 HP ed il nuovo ponte De Dion con balestre longitudinali dietro migliora tenuta di strada e fluidità di marcia. Il lifting alla  carrozzeria riguarda la linea del cofano , frontale e coda, ora tese e rettilinee che conferiscono all’ultima Aurelia B12 la veste di alto rango, da vera ammiraglia. Viene realizzata in 2.400 esemplari tra il 1954 ed il 1955.

LANCIA AURELIA – berlina B12   (1954 – 1955)

L’auto esposta, da sempre di proprietà della famiglia Minerbi, nel 2006 ha festeggiato il centenario Lancia, attraversando  gli USA sulla famosa Route 66, condotta dal giornalista Marcello Minerbi. Motore 6 cilindri a V di 60°. Cilindrata 2.266 cc, 87 cavalli.

Realizzata in 2.400 esemplari tra il 1954 ed il 1955.

 

(Foto di Aubay Italia)

 

(Foto di Aubay Italia)

  L’auto esposta è l’ AURELIA berlina B12  –  telaio n. 2374

(Foto di Aubay Italia)

Arriva adesso la parte più esclusiva della mostra, quella riservata alle fuoriserie!

Qui puoi ammirare auto esclusive, prodotte in un unico esemplare,  difficili rivedere tutti insieme questi capolavori, che invece il MAUTO è riuscito a riunire.  Infatti, troviamo la AURELIA coupé di Bertone “one-off” del 1952, la B53 della Carrozzeria Balbo, la prima disegnata da Franco Scaglione , il famoso designer , anch’essa unica al mondo. Scendendo la scala che porta alla seconda parte dell’esposizione, possiamo ammirare la “Giardinetta” di Viotti, (nome registrato dalla carrozzeria torinese) sullo stile delle “woody americane” del tempo e vicino le due cabriolet Aurelia Pininfarina, una grigio metallizzato ed una nel famoso “Blu Lancia”, il colore preferito dal dirigente d’azienda di allora.

Ecco alcune di quelle famose fuoriserie degli anni ’50, qui in bella mostra :

 

(Foto di Aubay Italia)      Lancia Aurelia B52 –  Carrozzeria Bertone

 

(Foto di Aubay Italia)     – Telaio n. 1074

 

Lancia Aurelia B53 –  Carrozzeria Balbo  –    telaio n. 1016   (Foto di Aubay Italia)    

Pianale e meccanica consegnati dalla Casa alla Carrozzeria Balbo nel 1952 che realizza uno dei primi disegni di Francesco Scaglione. Il famoso designer sembrerebbe essersi ispirato a questa sua creazione nel tracciare le linee del padigione posteriore della Giulietta Sprint.

Meccanica della berlina B21 con la modifica Nardi ai collettori di aspirazione e doppi carburatori.

Motore   6  cilindri a V di 60° Cilindrata 1.991 cc  cavalli 70  –  Realizzata in modello unico.

 

     Aurelia B50 Cabriolet –  Carrozzeria Pinin Farina – telaio n 1225  (Foto di Aubay Italia)

 Pianale e meccanica consegnati alla Carrozzeria Pinin Farina nel 1951 per la realizzazione di una cabriolet speciale che risulta essere l’unica ancora esistente. Meccanica della berlina  B10 – Motore   6  cilindri a V di 60° Cilindrata 1.754 cc , cavalli 56 – Realizzata in pochissimi esemplari. –

          

 

 

 

 

 

 

AURELIA  B50 Carrozzeria Pinin Farina – telaio n. 1206  (Foto di Aubay Italia)

 

Pianale e meccanica consegnati dalla Casa alla Carrozzeria Pinin Farina a metà 1951 per la realizzazione della cabriolet di serie. Venduta dalla Concessionaria Minetti di Milano.

Meccanica della berlina B10. Motore 6 cilindri a V di 60°. Cilindrata 1.750 cc, 56 cv.

Realizzata in circa 250 esemplari.

                                

Aurelia B53  “Giardinetta” Viotti (Foto di Aubay Italia)

AURELIA B53 Giardinetta – Carrozzeria Viotti  ”   (nome brevettato )– telaio n. 1003 (Foto di Aubay Italia)

Pianale ed organi meccanici consegnati alla Carrozzeria Viotti nel 1952 per la realizzazione di una “Giardinetta”, nome registrato da Vittorino Viotti per identificare la station wagon, entrato poi nell’uso comune. L’auto è caratterizzata dalle portiere ricoperte da pannelli in legno. Meccanica della berlina B21.  Motore  6  cilindri a V di 60°  Cilindrata 1.991 cc   cavalli 70.

Realizzata in 58 esemplari.

Quindi si approda in un ambiente vacanziero: Brigitte Bardot a St Tropez fa da sfondo all’ AURELIA

B 24 spyder del film “Il Sorpasso” , che certo non necessita di commenti,  affiancata dalla B 24 convertibile più convenzionale e “tranquilla”, sia nel comfort che nei cavalli a disposizione.

Tutte e due testimoni dei favolosi anni 50/60, irripetibili, accompagnati in sottofondo da musiche e stralci di altri film che coinvolgono l’Aurelia,  ricordate ? “ Et Dieu crea la femme” con BB, J.L. Trintignant e C.Marquand, ” Una botta di Vita” con A.Sordi e B.Blier, “La svolta pericolosa , una storia d’oggi” , il primo telefilm diffuso dalla Rai TV Uno in quattro puntate ad iniziare dal 2/9/1959.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brigitte Bardot e la Lancia Aurelia B24 a Saint-Tropez, sulla Costa Azzurra.

 

La storia di questa magnifica vettura inizia nel 1954 quando dai capannoni della Lancia esce un prototipo derivato dalla B 20. Ha dei grossi rostri sui paraurti e fa la sua prima uscita in una gara di regolarità a Cortemaggiore guidata dal famoso Gigi Villoresi. Poi non se ne sa più niente o, meglio, viene letteralmente sequestrata da Gianni Lancia che la usa per muoversi sulle strade della città di Torino. Per qualche tempo di quel modello non si sa più nulla, ma in realtà i progettisti stanno lavorando all’Aurelia B24 Spider, un modello nato con un occhio alle possibilità del mercato statunitense. La presentazione ufficiale avviene al Salone di Bruxelles il 15 gennaio 1955.

Il nuovo modello è ancora più elegante del prototipo.

Gli aggressivi rostri sono sostituiti da quattro piccoli paraurti che guardano vezzosamente all’insù mentre il parabrezza panoramico ispirato ai modelli nautici sembra fatto apposta per conquistare il pubblico nordamericano.

AURELIA B24 S  Spider  (Foto di Aubay Italia)

 L’auto esposta fu presentata al Salone dell’auto di Bruxelles del 1955, come novità assoluta di Casa Lancia. Parabrezza panoramico con montanti arretrati, paraurti in due sezioni, portiere prive di vetri ascendenti e maniglie,cofano basso e rastremato, pinne appena accennate.

Meccanica della Aurelia B20 IV Serie con riduzione del passo di 20 cm.

Motore  6 cilindri V di 60°  Cilindrata 2.451  cc  cavalli 118.

Realizzata in 240 esemplari nel 1955.

AURELIA B24 S  Spider – telaio n. 1002  (Foto di Aubay Italia)

 

(Foto di Aubay Italia)

 Al Salone dell’Auto di Torino del 1956, viene presentata la B 24 “Convertibile” caratterizzata dal nuovo e  sostanziale restyling, diventando più elegante e confortevole , seppure meno aggressiva. Ora si chiama “Convertibile”.

La meccanica usufruisce delle modifiche della B20 V Serie.Motore 6 cilindri V di 60°.

Cilindrata 2.451 cc, 110 cv.

Realizzata in 521 esemplari dal 1956 al 1958.

 

 

 

 

 

 

AURELIA B24 S Convertibile Pinin Farina   (Foto di Aubay Italia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AURELIA B24 S Convertibile – Carrozzeria Pinin Farina  –  telaio n. 1598    

 (Foto di Aubay Italia) 

Scesi  al piano terra,  il visitatore è atteso dalle sette diverse AURELIA B 20 GT,  la due porte sportiva uscita nel 1951 vera rappresentante del “Gran Turismo” , il nuovo segmento di mercato  che inizia a delinearsi nel futuro dell’Europa intera, perfettamente interpretato dalla Lancia. E’ la vettura che il fortunato possessore dell’epoca usa  indistintamente per andare la mattina in ufficio, la sera a teatro e la domenica in gara .

La B20 GT  I serie che ha una potenza di 75 cavalli viene presentata al Salone di Torino del 1951., Questa bellissima berlinetta ha, in realtà, un’origine se non misteriosa, quantomeno contestata. E’ infatti attribuita alla Pinin Farina fino a quando Felice Mario Boano, socio allora della Carrozzeria Ghia, non ne rivendica la paternità.

La B20 GT è prodotta tra il 1951 ed il 1952 in 400 unità realizzate dalla Pinin Farina e 98 dalla Carrozzeria Viotti.

AURELIA B20 GT –  I Serie  

La Lancia Aurelia B20 GT berlinetta Coupè due porte è destinata a soddisfare il nascente segmento di mercato delle “Gran Turismo”. Il successo è assicurato.

Motore  6  cilindri a V di 60°  Cilindrata 1.991 cc   cavalli 75.

Realizzata in 498 esemplari tra il 1951 ed il 1952

 

AURELIA B20 GT I° Serie –  telaio n. 1768  (Foto di Aubay Italia) 

 

(Foto di Aubay Italia)

 AURELIA B20 GT –  II°  Serie 

Nel 1952 la coupé B20 presenta la seconda serie, modificata nel cruscotto, originariamente identico a quello della berlina, che comprende ora anche un contagiri. Le code sono più pronunciate, a causa dell’influenza americana e  vengono eliminati i rostri ai paraurti, che non sono più

in alluminio come nelle berline, ma in acciaio cromato. Il motore subisce modifiche all’alimentazione, la potenza passa ad 80 cavalli, in un esempio di calibratura che si traduce in assoluta

silenziosità. Pur raggiungendo un regime di rotazione massimo di 6.000 giri, sopporta benissimo il fuori giri , tanto da essere preferito, se non rimpianto, da piloti quali Valenzano, Bracco e Castiglioni.

Motore  6  cilindri a V di 60°   Cilindrata 1.991 cc   cavalli 80

Realizzata in  731 esemplari tra il 1952 e  1953

 

(Foto di Aubay Italia)

 

(Foto di Aubay Italia)

 AURELIA B20 GT II Serie  –   telaio n. 1877  

Questa  Lancia Aurelia B20 GT II serie, scocca n. 00881, telaio n. 1877, motore n. 1988, è proprio quella guidata da Gian Carlo Scotti e Gianfranco Pierattelli giunta a Brescia alla Mille Miglia del 1953 al quarantesimo posto assoluto (su 481 partenti) e settimo della classe Sport Internazionale fino a due litri , risultandola più veloce tra le Aurelia al “Via.

 (Foto di Aubay Italia)

Presenta ancor oggi in bella evidenza le modifiche fatte al tempo per partecipare alla Mille Migli a:  larghe feritoie anteriori per l’aerazione dei freni , maniglie alle portiere verticali a raso e vetri laterali in plexiglas, scorrevoli alleggeriti, leva del cambio al pavimento.

Numero di gara : 522.

Motore  6  cilindri a V di 60°   Cilindrata 1.991 cc   cavalli 80.

 

(Foto di Aubay Italia)

 AURELIA B20 GT III Serie – telaio n.  2660 

Nel 1953  viene presentata la nuova coupè con modifiche alla carrozzeria, che si ispira ai 7 modelli “Competizione” II Serie , costruiti per l’attività agonistica. La meccanica  ha cilindrata di 2,5 litri con aumento di corsa ed alesaggio, nuovo il profilo dell’albero a cammes, il carburatore , nuove fusioni del blocco motore e delle  testate. Rapporto al ponte più lungo che consente una velocità massima di 185 Km/h. Motore  6 cilindri V di 60°  Cilindrata 2.451  cc  cavalli 118 .

Realizzata in 720  esemplari tra il 1953 ed il 1954

 

 

 

 

 

 

(Foto di Aubay Italia)

 

 

 

 

 

 

 

 

(Foto di Aubay Italia)

         

 

 

 

 

 

 

 

 

(Foto di Aubay Italia) 

AURELIA B20 GT S – guida a sinistra –  IV Serie – telaio n. 1218

 Questa serie , l’ultima realizzata da Gianni Lancia, presenta lievi modifiche all’esterno, inseriti faro retromarcia e spruzza vetri, sostanziale di meccanica, con  la nuova  sospensione posteriore, che ora è a ruote semi indipendenti tipo “De Dion”.  Dal 1955  nuovi cristalli polarizzati e disponibilità di guida a sinistra. Le vetture, così equipaggiate sono identificate dal suffisso “S” che precede la numerazione del telaio.

Motore  6 cilindri V di 60°  , Cilindrata 2.451  cc  , cavalli 118.

Realizzata in 1.000  esemplari tra il 1954 ed il 1955

 

(Foto di Aubay Italia)

 

(Foto di Aubay Italia)

 AURELIA B20 GT V Serie – guida a destra – telaio n. 3745 

La carrozzeria rimane inalterata, con ampliamento del lunotto posteriore e differente colorazione di cruscotto in virtù della nuova strumentazione  Jaeger.  Viene inserito il baffo cromato al centro cofano, scompare il faro di retromarcia e cambiano i copri mozzi delle ruote.  Il motore viene depotenziato con conseguente  riduzione della  velocità massima, secondo i criteri generali dettati dalla nuova proprietà.  I ceppi freni più grandi ed comando frizione è ora idraulico.

Motore  6 cilindri V di 60°  Cilindrata 2.451  cc  cavalli 110.  Realizzata in 299 esemplari nel 1956.

 

(Foto di Aubay Italia)

AURELIA B20 S VI Serie – guida a sinistra – telaio n. 1772 

E’ questa l’ultima versione dell’Aurelia B20 GT : si aggiungono i deflettori ai vetri laterali, meccanica invariata. Motore :  6 cilindri V di 60°  Cilindrata 2.451  cc  cavalli 112.

Viene realizzata in 621 esemplari tra il 1957 ed il 1958.

La vettura esposta è di proprietà del Museo dell’automobile di Torino, è stata sottoposta da un restauro parziale della meccanica dalla Bontà Classic Garage partner del Mauto.

 

 

 

 

 

(Foto Adrenaline24h)

 

 

 

 

 

 

(Foto di Aubay Italia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Foto di Aubay Italia)

 

 

 

 

 

 

(Foto di Aubay Italia)

 

FLORIDA II Fuoriserie Due porte – Carrozzeria Pinin Farina 

Nel 1957 la Carrozzeria Pinin Farina, trae ispirazione dalla propria precedente creazione, la Florida I per realizzare la Florida II, il prototipo della futura Flaminia Coupè che entrerà ufficialmente in produzione nel 1957. Meccanica della Flaminia berlina, basata su quella dell’Aurelia B20 GT  VI versione.

Motore 6 cilindri a V di 60° Cilindrata 2451 cc  cavalli 98. Per diverso tempo l’auto esposta viene  utilizzata personalmente dal fondatore Battista Farina. Realizzata in modello unico.

Albero genealogico della famiglia della “Lancia AURELIA” 

                                               – Dal 1950 al 1958 : Berlina , Coupé, spider e Fuoriserie.

(Foto di Aubay Italia ) 

I DATI TECNICI DI OGNI VETTURA ESPOSTA SONO STATI RICAVATI DAL CATALOGO UFFICIALE DEL MAUTO, PREDISPOSTO DA AUBAY ITALIA CON MASSIMO FILA.     

Antonio Viotto

Di seguito il servizio TV sulla mostra “70 anni della Lancia AURELIA – 1950 – 2020 ” andato in onda su Gentleman Driver.

70 anni di Lancia Aurelia – Bontà Classic Garage.Estratto della puntata n.°85 di Gentleman Driver TV

 

 

 

1 Response
  1. Fin da piccolo strenuo appassionato di motori , contagiato da papà che nei viaggi insieme casa e bottega, ma a volte anche più lontano, ama raccontare la storia delle principali case costruttrici di automobili dell’epoca. Spesso racconta della Lancia, non solo perché il secondo produttore italiano di auto del tempo é di Borgo San Paolo a Torino , come lui, ma perché condivide la filosofia di Monsù Censin , il fondatore: ”Il lancista doc oltre a finiture di qualità, vuole anche ammirare una meccanica raffinata e d’avanguardia quando apre il cofano. Conta una sola cosa : la qualità ”.
    La storia del marchio Lancia é fatta di tecnica, capacità imprenditoriale, impegno nelle competizioni, attenzione per lo stile , bell’esempio di cosa il mondo si aspetta da un prodotto italiano. Sono Lancia molte innovazioni della tecnica dell’automobile, quali la scocca portante, l’architettura motoristica con sei cilindri disposti a V, le sospensioni indipendenti, l’impiego di leghe leggere , applicate su vetture con grande anticipo rispetto ai concorrenti. L’affermazione sui mercati internazionali inizia negli anni ’20 con la Lambda, a cui segue l’Augusta nel decennio successivo , toccando poi l’apice con il capolavoro di Monsù Censin e del progettista Battista Falchetto: l’Aprilia.
    E’ questa un’automobile così moderna da stupire perfino gli inglesi , i quali l’acquistano in molti , nonostante l’alto prezzo , il doppio di qualsiasi altra 1300 inglese dell’epoca : “Mai la tecnica ha osato tanto” sentenzia Autocar, la più antica rivista automobilistica del mondo.

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