Pit Stop: A6GCS/53, la Maserati figlia della gelosia

Quella del 1952 è una Mille Miglia funestata dal maltempo: una pioggia incessante provoca incidenti e uscite di strada e sfianca gli equipaggi, soprattutto quelli a bordo di vetture aperte: auto scelte per la loro leggerezza e maneggevolezza, vantaggi annullati in caso di maltempo. Il primo a tagliare il traguardo di Brescia, infatti, è Bracco su Ferrari 250 S Vignale; dietro di lui Karl Kling su Mercedes 300 SL e Luigi Fagioli su Lancia Aurelia B20 GT: tre confortevoli vetture coupé.

Molti clienti Maserati, delusi dai risultati ottenuti a bordo delle proprie barchette, fanno quindi pressione all’azienda richiedendo vetture chiuse. La dirigenza modenese risponde girando la richiesta a Pinin Farina, già autore della prima A6 1500 Coupé e di altre berlinette di successo. Ma a causa di un importante accordo da poco stretto con Ferrari, Pinin Farina è costretto a declinare la proposta: il commendatore mai accetterebbe di spartire lo stesso carrozziere coi suoi peggiori rivali.

La soluzione, con italico ingegno, arriva col coinvolgimento di Guglielmo “Mimmo” Dei, concessionario Maserati della Capitale. È lui, formalmente, a richiedere a Torino la produzione di quattro esemplari di berlinetta su meccanica A6GCS. Nasce così la bellissima Maserati A6GCS/53 Pinin Farina, una delle più belle berlinette da corsa di tutti i tempi.

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