OM la storia

Oggi Adrenaline24h, vi apre le porte, della OM.

Le origini della Casa risalgono al 1849. È in quell’anno che Benedetto Grondona avvia in una piccola officina di Milano la costruzione artigianale di carrozze, subito considerate le migliori dell’epoca. Arriviamo nel 1890, con il nome di Officine Miani, Silvestri & C. viene creato il primo nucleo dell’OM.

La OM Officine Meccaniche, nasce nel 1917, dall’acquisizione da parte della Società Anonima Officine Meccaniche, della Zust, dell’omonimo Ingegner Roberto, nata nel 1903, con una esperienza nel campo automobilistico.

La SAOM, era specializzata in attività ferroviarie e dopo l’acquisizione, assorbendone il know how, potè produrre il primo veicolo già l’anno successivo, nel 1918.

Parliamo della OM S305,  già con avviamento ed accensione elettrica, per passare alla OM 465, che sarà una Torpedo, con motore 4 cilindri di 1325 cc, dove per la prima volta, troviamo la denominazione, cha contraddistinguerà tutte le OM, cioè il primo numero indicante il numero dei cilindri, mentre gli altri due l’alesaggio.

OM 1925

Vedremo sulle strade la 467, la 469, rispettivamente motorizzate, con propulsori di 1410 e 1429 cc.

Siamo nel 1923, ed arriva l’icona OM, la 665 Superba, che con il suo 6 cilindri di 2000cc, sarà la macchina da battere, vincerà a Le Mans nel 1926 e conquistando i primi tre posti alla prime Mille Miglia del 1927, mentre nel 1926, arriva l’esperienza, nella categoria Gran Premi, con un 8 cilindri di 1500 cc, dove conquista il secondo e quarto posto a Monza.

OM 665 1932

All’edizione successiva del ’28 la OM, aveva presentato il suo nuovo modello da corsa, per l’occasione denominato S MM, caratterizzato da rapporto di compressione maggiorato, telaio accorciato e peso più contenuto. Nel 1929, versione ancora più performante, con  cilindrata di 2,2 litri e compressore volumetrico Roots, caratteristica che le valse il nuovo nome di OM 665 SS MM.

OM 665

Nel 1930 il catalogo OM contava non meno di 25 modelli diversi, con la 665 SS MM in cima al listino. Nel frattempo questa era stata nuovamente aggiornata con cilindrata portata a 2.300 carburatori Memini, teste cilindri più curate, doppio circuito di raffreddamento e sospensioni montate fuori dalla carrozzeria per una più rapida e agevole manutenzione.

Siamo nel 1928, si crea una scissione, con la nascita della OM Fabbrica Bresciana di Automobili, mentre la OM si occuperà della parte ferroviaria, nella sua sede di Milano.

La OM, nel frattempo, continua a sfornare veicoli industriali, come nel 1932, presenta un autocarro 4×4, in grado si superare pendenze, impensabili per quei tempi.

Anno 1934, presentato al salone di Milano, la V Alcione, con “sotto”, un 6 cilindri, a valvole in testa da 2130cc e 65cv, ma sono gli anni, dove il fidanzamento con Fiat è sempre più concreto.

Nel 1937, le società si accorperanno, dando vita alla OM Società Anonima, che si occuperà , di macchine agricole, macchine ferroviarie, autobus ed autocarri.

La OM, ormai è lanciata nel settore degli autocarri, negli anni ’50 e ’60, arrivano i famosissimi, Tigrotto, Tigre, Lupetto, Cerbiatto e Daino.

OM TIGROTTO

Nel 1967, la OM, entra definitivamente in Fiat, per poi passare ad Iveco nel 1975 e scomparire, progressivamente, lasciando il campo alle prime globalizzazioni.

Questa fu l’OM.

ADRENALINE24H

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