BMW 2002, perchè i regolaristi….la snobbano?

La storia della BMW 2002, auto che negli anni 60-70, in Italia non incontrò grossi favori del pubblico,

in quanto in quegli anni l’industria automobilistica italiana, poteva offrire veicoli di qualità.Ovviamente gli Italiani predilessero le nostre auto, resta invece un mistero, oggi come mai l’auto rimanga snobbata dai regolaristi e molti appassionati, nonostante le sue indubbie doti, i prezzi non elevati e la semplicità di utilizzo.

Magari dopo questa lettura, si avrà qualche appassionato in più?

ADRENALINE24H

 

 

La genesi

Dopo aver tirato una boccata d’aria grazie al successo di modelli come la Neue Klasse e la piccola 700, la BMW pensa ad un modello con caratteristiche sportiveggianti. La scelta della carrozzeria cade sulla configurazione 3 volumi a 2 porte, soluzione molto in voga in Germania e nel Nord Europa (ma non in Italia e nei paesi latini), che da sola non basta a garantire sportività (producono berline di questo tipo anche OpelFordAudi e Volvo, vetture che nulla hanno di sportivo).

La tradizione della Casa impone scelte classiche: trazione posteriore (il motore è davanti), sospensioni a ruote indipendenti (con avantreno McPherson e retrotreno a bracci oscillanti), impianto frenante misto (dischi davanti e tamburo dietro) e cambio manuale a 4 marce. Il disegno della carrozzeria è affidato a Giovanni Michelotti, che ripropone le forme introdotte dalla Neue Klasse. La Serie 02 (codice progetto E114) viene lanciata nel 1966 con la denominazione di 1600 e motore 4 cilindri in linea monoalbero in testa di 1573 cm³ con alimentazione a carburatore. Grazie agli 85 cv, la 1600 (la sigla 02 è, inizialmente, solo interna, perché non c’è rischio di confusione con la Neue Klasse, giunta oramai alla soglia dei 2 litri e non più prodotta con motore 1600) raggiunge i 160 km/h e garantisce una discreta brillantezza (lontana comunque dalla grinta delle contemporanee Alfa Romeo di pari cilindrata).

In ogni caso, per evitare confusione, la 1600 fu ufficiosamente conosciuta anche come 1600-2, dove il 2 finale indicava la carrozzeria a due porte. Nel 1967 la Casa bavarese introduce la 1600 Ti, con motore potenziato (grazie all’adozione di 2 carburatori a doppio corpo) a 105 cv. Lo stesso anno arriva anche l’elegante 1600 Cabriolet, realizzata dalla carrozzeria Baur e commercializzata direttamente da BMW. L’affidabilità, la qualità costruttiva e la linea piacevole garantiscono alla 1600 un buon successo, nonostante la tenuta di strada impegnativa sul bagnato. Scarse le vendite in Italia, sia per la carrozzeria con due sole porte, sia per la diretta concorrenza con la più potente e sportiva Alfa Romeo Giulia Super e con la coeva Fiat 125, simile per prestazioni, ma con prezzo ben inferiore.

 

L’evoluzione

Il successo commerciale della 1600 incoraggia la BMW ad evolvere il prodotto. Nel 1969 a Monaco di Baviera pensano di installare il 4 cilindri monoalbero di 1990 cm³ della Neue Klasse anche sulla serie 02. Da tale progetto, siglato E10, nascono così la 2002 (col numero 02 inglobato nella sigla per evitare confusione con la Neue Klasse) monocarburatore da 100cv e la 2002 Ti, bicarburatore da 120 cv. Lo stesso anno la Baur realizza la 2002 Cabriolet: non si tratta (come avveniva con la precedente 1600) di una vera cabrio, ma piuttosto di una targa, con tetto rigido asportabile, robusto roll bar centrale e parte posteriore convertibile (con capote in tela). Nel 1971 la gamma viene rivista, con l’introduzione delle versioni 1802(1766 cm³, 90cv) e 2002 Tii (1990 cm³ con alimentazione a iniezione Kugefisher e potenza di 130cv), che rimpiazza la 2002 Ti a carburatori. La 1600 cambia nome in1602, mentre la 1600 Ti esce di listino. Esordisce anche la sfortunata serie Touring, derivata dalla Serie 02, che mantiene anche le sigle di denominazione delle berline a seconda della cilindrata. Il primo modello di questa serie fu la 1602 Touring.

Nel 1972 la Serie 02 berlina viene sottoposta ad un moderato restyling: mascherina anteriore in plastica nera (anziché in metallo cromato), luci posteriori rettangolari (anziché tonde) e modifiche di dettaglio agli interni. Nessuna novità per i motori. La1802 Touring (1766 cm³, 90cv) rimpiazza la 1602 Touring. Nel 1973 appare la 2002 Turbo, spinta dalla versione turbocompressa del 4 cilindri 2 litri a carburatori. Grazie alla sovralimentazione (è la prima vettura turbo prodotta in serie), la2002 Turbo, che è molto caratterizzata (verniciatura in bianco o argento metallizzato, strip adesive laterali Motorsport, parafanghi allargati, alettone posteriore, bandelle laterali, assenza dei paraurti, spoiler anteriore con scritta Turbo, ruote in lega specifiche, sedili sportivi) eroga 170 cv. Nel 1974 viene tolta di produzione la serie Touring e al suo posto viene introdotta la 1502 berlina, caratterizzata da un allestimento spartano e da un motore 1600 depotenziato a 75cv. Lo stesso anno la 2002 a carburatore è disponibile anche nel ricco allestimento “L”. Nello stesso anno la Alpina presenta una propria versione della 2002tii in versione Touring. Era dotata di un propulsore potenziato a 130 cv di potenza con 172 Nm di coppia. Nel 1975, con l’introduzione della Serie 3 E21 la gamma della 02 viene ridotta alla sola versione 1502, che rimarrà in listino fino al 1977.

 

La punta di diamante: la 2002 Turbo

Già menzionata in precedenza, la 2002 Turbo merita un discorso a parte, poiché è stata l’antesignana delle successive generazioni di M3. La storia della 2002 Turbo affonda le sue radici nel 1971, quando in occasione delle Olimpiadi di Monacola Casa bavarese avviò lo studio e la realizzazione di un prototipo da esposizione consistente in una berlinetta dalla linea assai sportiva, frutto di una capace collaborazione tra il reparto tecnico della BMW ed il suo centro stile, capeggiato dal francese Paul Bracq. Il risultato finale, però, fu presentato solo nel 1972 con il nome di BMW Turbo. La Turbo rappresentava all’epoca il meglio della BMW in fatto di tecnologie e stile. Anche la carrozzeria era realizzata in materiale plastico a deformazione programmata, sia per ridurre il peso del corpo vettura, sia per dimostrare i passi avanti compiuti dal punto di vista della sicurezza.

Era equipaggiata da una versione sovralimentata del 2 litri delle BMW 2002 di serie. In questo caso, il motore raggiungeva un potenza massima di ben 280 cv. Da tale prototipo derivò nel giro di un anno la 2002 Turbo, praticamente una 2002 ti dotata di turbocompressore, che in questa nuova configurazione raggiungeva i 170 cv di potenza massima. Presentata al Salone di Francoforte del 1973, la 2002 Turbo nacque dal progetto E20 e suscitò scalpore fin dai primissimi periodi della sua commercializzazione, poiché si dimostrava assai impegnativa nella guida. All’epoca non vi erano dispositivi sul controllo della trazione e ciò, sommato ai 1035 kg di massa in ordine di marcia rappresentava una vera miscela esplosiva, in grado di trasformare la 2002 Turbo in una belva solo per esperti.

 

La velocità massima era di 211 km/h, con accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 7 s. Anche dal punto di vista estetico la 2002 Turbo si distaccava dal resto della Serie 02: la sua carrozzeria, disponibile solo nei colori bianco, argento e nero, era infatti provvista di parafanghi in plastica allargati e recava lungo le due fiancate e sul frontale delle strisce adesive dei colori della Motorsport, rosso, blu e azzurro. In particolare, sul frontale, tali strisce portavano con sé una caratteristica provocatoria: la scritta 2002 Turbo speculare, in modo tale che chi si trovava davanti, attraverso lo specchietto retrovisore poteva leggere il nome della vettura e lasciare strada libera. Sebbene la 2002 Turbo avesse riscosso un successo enorme, nacque però nel difficile periodo della crisi petrolifera, per cui in pochi potevano permettersela, mentre gli altri non poterono che ammirarla e basta. Pertanto alla fine del 1974 fu già tolta di produzione.

Meccanica

I modelli della Serie 02 hanno in comune diversi aspetti. In primo luogo, i motori sono tutti a 4 cilindri, con distribuzione ad un albero a camme in testa e valvole in testa. Si tratta dei propulsori della famiglia M10, che hanno debuttato nel 1962 con la nascita della Neue Klasse e che avrebbero in seguito equipaggiato anche diversi modelli della Serie 5 e Serie 3. Per quanto riguardava la trasmissione, il cambio era a 4 marce su tutti i modelli, tranne che nella 2002 Automatic che montava un cambio automatico. La 2002 Turbo montava anche un differenziale autobloccante al 40%, mentre gli altri modelli montavano un differenziale normale. La scocca portante era in acciaio, ma progettata e realizzata in modo da contenere il peso del corpo vettura. L’avantreno era a ruote indipendenti con schema MacPherson e sulle versioni più potenti vi era una barra stabilizzatrice supplementare. Il retrotreno era sempre a ruote indipendenti ed utilizzava bracci triangolari semioscillanti, uno schema adottato per la prima volta sulla BMW 700 ed in uso ancor oggi. L’impianto frenante era di tipo misto, con freni a disco davanti e a tamburo dietro. Sulla 2002 Turbo, i freni a disco erano auto ventilanti.

Testi e foto fonte Wikipedia

 

 

2 Responses
  1. SilvioB

    nella regolarita è necessario avere un’auto che nella risposta a basso nr giri tra acceleratore, frizione, cambio sia quanto piu possibile diretta e precisa.. Nelle 2002 in generale il cambio ma anche la risposta tra acceleratore-albero trasmissione-ruote è tutto un po “pastoso”.. Poi certo i professionisti sono capaci di vincere con qualunque auto. Gran macchina cmq.

    1. admin24

      Hai ragione, ma nella massa di auto presenti agli eventi, è comunque un peccato siano sostanzialmente latitanti, poi come dici tu, bella auto e chi va forte…anche su….
      Ciao continua seguirci

Leave a Reply

Translate »