Pit Stop: Amphicar 770, l’anfibia con le pinne

I veicoli che sfuggono alle classiche categorizzazioni da sempre affascinano l’uomo; su tutti, auto volanti ed anfibie.

Di anfibie in particolare ne esistono diverse, e alcune sono molto datate; le guerre poi, come spesso succede, hanno dato una forte spinta allo sviluppo di questo tipo di veicoli.

Famosissime, e quotate, sono ancora oggi le celebri Schwimmwagen tedesche, prodotte da VW durante la seconda guerra mondiale.

Ben più sbarazzina, sia nelle origini che nelle forme, la Amphicar 770 è sicuramente il veicolo anfibio più simpatico e apprezzato tra gli appassionati di auto classiche.

Pensata da subito per il trasporto persone e caratterizzato da una piacevole carrozzeria cabriolet con tanto di pinne (che non le servono per nuotare) la 770 è stata progettata dall’ingegnere tedesco Hans Trippel.

Il quale, alla fine degli anni cinquanta, ne cura progettazione e sviluppo presso gli stabilimenti della Deutschen Waggon- und Maschinenfabrik (DWM) di Wittenau.

La carrozzeria, in acciaio, viene invece realizzata dalla Industrie-Werke Karlsruhe AG (IWK), insediatasi in una ex azienda di armamenti nei pressi di Lubecca.

La struttura dell’Amphicar 770 è basata su un telaio a tubi, su cui poggia, saldata, la carrozzeria a spessore variabile.

Le portiere chiudono con un sistema a guarnizione doppia per garantire la tenuta stagna durante la navigazione.

Nel vano motore è collocata una pompa di sentina per sputare fuori l’eventuale acqua filtrata attraverso gli assali.

Il motore è il quattro cilindri da 1,2 litri e 38 cavalli della britannica Triumph Herald.

Il cambio a quattro rapporti più retromarcia della Hermes di Wuppertal aziona, tramite un selettore, anche le due eliche posteriori per il movimento in acqua.

Sia la trazione su strada che il movimento in acqua dipendono infatti dall’assale posteriore.

Su entrambi gli assali le sospensioni sono a molle elicoidali con ammortizzatori idraulici e impianto frenante a tamburi con azionamento idraulico.

Per evitare grippaggi dovuti a presenza o infiltrazioni d’acqua, sulla vettura sono presenti 13 punti d’ingrassaggio.

Su strada la vettura sfrutta una fanaleria convenzionale, a cui si sommano le luci di navigazione (rosso/verde) e la luce bianca di posizione sul tetto, oltre a una classica tromba di segnalazione.

Capace di 120 km/h su strada e 6,5 nodi (12 km/h) in acqua, la 770 è costruita dal 1960 al 1965 in 3.878 esemplari, di cui oltre tremila venduti oltreoceano, ad un costo pari a quello di due VW Maggiolino.

Il prezzo non esattamente popolare, causato dalla meccanica complessa, limita fortemente la diffusione della vettura ed è alla base delle quotazioni tuttora elevate degli esemplari in buone condizioni.

Alcuni esemplari viaggiano, o forse navigano, verso valori pericolosamente prossimi ai centomila euro.

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